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3 mag

Affittopoli, indagini in Procura sugli abusi e il mancato controllo

Abuso d’ufficio e omissioni in atti d’ufficio, con l’iscrizione di questi due reati la procuraha dato il via all’inchiesta ribattezzata “Affittopoli”. Una maxi indagine affidata al pubblico ministero Corrado Fasanelli che ora dovrà fare luce sulla gestione del patrimonio immobiliare del comune di Roma. Dieci giorni fa a piazzale Clodio, e alla corte dei Conti, era stato consegnato il dossier del commissario del Campidoglio, Francesco Paolo Tronca. Atto iniziale col quale la magistratura inquirente pone le basi per poter sviluppare le proprie indagini. Nel dossier vengono indicati una serie di funzionari pubblici, una cinquantina, che negli ultimi dieci anni hanno amministrato gli immobili del Campidoglio. Insomma i nomi di chi ha rivestito ruoli apicali nella gestione dei 59.466 beni di proprietà del comune (19.068 affittati a meno di 100 euro al mese). Era stato lo stesso Tronca a stimare una perdita per le casse della capitale in circa 100 milioni di euro l’anno. Adesso il compito del pm Fasanelli sarà quello di individuare eventuali responsabilità in capo a dirigenti e funzionari pubblici.

Una cosa è certa, secondo Tronca fino all’arrivo dell’amministrazione commissariale, la gestione del patrimonio pubblico dei manager “è stata pessima”. Durante un discorso al Salone della Giustizia, tenuto lo scorso 19 aprile, il prefetto aveva puntato il dito contro“le patologie della burocrazia capitolina” accusando “chi doveva controllare di silenzio, indifferenza e apatia”. Un atteggiamento che ha permesso “a tanti cittadini senza titolo, o abusando dei titoli in essere, di approfittare indebitamente dei beni della collettività per anni”.

Quella del del sostituto procuratore Fasanelli non è, comunque, l’unica indagine che mira a fare chiarezza sulla cattiva gestione del patrimonio immobiliare capitolino. Il pm Alberto Galanti lavora su una lista di 57 locali e terreni di proprietà del Campidoglio occupati abusivamente. Aree verdi o semplici locali trasformati in pizzerie, bar, ristoranti o club privati. Spazi e locali pubblici assegnati, dal comune, provvisoriamente e con finalità sociali. Tuttavia chi ha ottenuto l’iniziale permesso si è poi letteralmente insediato, non rispettando il breve periodo di concessione, e ha tradito l’originale scopo “sociale” mettendo in piedi attività con finalità di lucro senza uno straccio di autorizzazione. Per quest’altra

indagine è stato aperto un fascicolo per occupazione abusiva di suolo pubblico e abuso d’ufficio. L’obiettivo del sostituto procuratore Galanti è capire chi, in questi anni, nell’amministrazione pubblica ha voltato la faccia dall’altra parte senza alzare un dito sulla condizione di illegalità in cui versa questa fetta del patrimonio immobiliare, o peggio chi ha boicottato sgomberi di spazi, o locali pubblici occupati irregolarmente.