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17 giu

Albano, confiscati beni per 43 milioni a gruppo di trafficanti di droga

Finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno sottoposto a confisca 18 aziende tra società di persone e di capitali, immobili, auto/motoveicoli e numerosi rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 43 milioni di euro, riconducibili a componenti del gruppo facente capo a Sergio Anderlucci e coinvolto in traffici di droga. Secondo le indagini patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri, l’organizzazione attingendo a risorse finanziarie rinvenienti principalmente dallo spaccio di stupefacenti ha costituito una serie di società, in prevalenza con sede nel Comune di Albano Laziale (Roma) e operanti in svariati settori economici. Alcune di queste società sarebbero state poi utilizzate per commettere ulteriori illeciti di natura penale tributaria. Contestualmente alla confisca di beni, sono state notificate, di concerto con i Commissariati di Albano Laziale e Genzano, cinque misure di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di altrettante persone, tre delle quali sono state sottoposte anche all’obbligo di soggiorno.

In particolare, scrive il giudice della prevenzione, “il ‘sistema’ architettato dal gruppo prevedeva di mettere in liquidazione, di volta in volta, una delle cooperative, in modo che i contratti attribuiti a tale soggetto giuridico, in fase di estinzione, venissero trasferiti ad un nuovo soggetto giuridico, tanto che, se non fosse intervenuto, provvidenzialmente, il sequestro di prevenzione disposto nell’ambito del presente procedimento, verosimilmente l’intero ‘marchingegno’ sarebbe andato a buon fine senza che ne rimanesse traccia? l’intero meccanismo permetteva al gruppo di non versare (come in effetti non ha mai versato) imposte allo Stato”.

Gli accertamenti patrimoniali sviluppati dagli specialisti del Gico del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, che hanno riguardato 122 entità tra persone fisiche e giuridiche, hanno permesso di ricostruire una fitta rete degli interessi commerciali di investimenti, localizzati sempre nell’area dei Castelli Romani, anche con l’impiego di familiari o di terzi prestanome. A fronte di un ingente patrimonio, venivano presentati al fisco profili reddituali inconsistenti. Le costruzioni edili erano una delle principali attività del gruppo Anderlucci che era riuscito ad introdursi negli appalti degli enti locali: in particolare, una delle aziende oggetto di sequestro, nel luglio 2014, aveva realizzato un complesso destinato ad ospitare una scuola materna ed un asilo nido e aveva avuto accesso, tra l’altro, a contributi del Fondo Sociale Europeo.

Dopo il sequestro disposto dal Tribunale di Roma, è stata l’amministrazione giudiziaria nominata dai giudici a portare a termine i lavori appaltati nell’aprile 2016, quando è stato inaugurato il progetto “Cecchina 2”, nell’Area Plus del Comune di Albano Laziale.

La confisca

ha riguardato il patrimonio aziendale di 18 società di persone e capitali, attive tra l’altro nell’edilizia, nei servizi di logistica, nella consulenza e assistenza economico finanziaria, nelle pulizie, nel commercio all’ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistica, in attività creditizie, nel noleggio autoveicoli; 9 unità immobiliari in provincia di Roma; 8 tra auto e moto; 27 rapporti finanziari. Valore complessivo di stima: 43.566.156,00 euro.

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