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26 giu

Ama, caos, rifiuti e nuovo sciopero a Roma. In sei mesi distrutti 260 cassonetti

Cassonetti colmi di immondizia e strade sporche. Mentre i vertici dell’Ama traballano (il presidente Daniele Fortini ha già annunciato l’intenzione di voler rimettere il mandato) dopo l’elezione della nuova sindaca Virginia Raggi, in città si registrano nuovi disagi per la mancata raccolta rifiuti e richieste di intervento a macchia di leopardo. Ma l’azienda fa i conti anche con un nuovo allarmante fenomeno: da gennaio sono stati bruciati e vandalizzati già 260 cassonetti e per il prossimo 11 luglio è fissato un altro sciopero dei netturbini.

Le ultime segnalazioni sui mancati passaggi della raccolta rifiuti sono arrivate dai quartieri Prati, Monti, Testaccio e pure dal centro storico. In emergenza anche le periferie da Ostia a San Basilio. In diverse strade di questi quadranti a causa dei cassonetti stracolmi, le buste della spazzatura vengono abbandonate lungo gli angoli delle vie e sui marciapiedi. Una situazione che potrebbe peggiorare nei prossimi giorni con lo stop degli addetti Ama. La società intanto lancia un nuovo allarme cassonetti. Sempre più spesso presi di mira da vandali e dati alle fiamme insieme alla spazzatura non ritirata. Gli ultimi episodi risalgano alla notte del 2 giugno quando sono stati appiccati fuochi in venti contenitori tra via Tor Bellamonaca, via Bernardo Ramazzini a Monteverde, via Ferruccio Mengaroni e via di Castel Gandolfo a Ostia. Per tutta la notte i vigili del Fuoco hanno lavorato per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza le aree prese di mira. Un fenomeno allarmante se si tiene conto che dall’inizio dell’anno ne sono stati distrutti 260. Lo scorso anno il numero è salito addirittura a 600. Per una spesa che costa alle casse dell’azienda, annualmente, circa 270mila euro: “Tra i municipi presi più di mira” spiegano i responsabili Ama: “segnaliamo il V nell’area di Ponte Casilino, il Pigneto e l’area del Laurentino 38 nel IX municipio. Abbiamo sporto una denuncia contro ignoti e i carabinieri stanno procedendo con le indagini. Le cause – concludono – sono spesso atti vandalici ma ultimamente anche alla spazzatura viene dato fuoco”.

Sarà invece di 48 ore il prossimo sciopero dei netturbini. Una protesta organizzata dalla Cgil e fissata per l’11 e il 12 luglio. Tra i motivi dell’ennesimo stop: la revisione del contratto, la sicurezza e la salubrità di condizioni e luoghi

di lavoro: “Chiediamo che vengano garantite tutele contro i licenziamenti facili” sottolinea Natale di Cola, segretario generale Fp – Cgil Roma e Lazio: “e un giusto aumento delle retribuzioni”. Tuttavia verranno garantiti i servizi minimi essenziali come il pronto intervento, l’incenerimento rifiuti ospedalieri e la pulizia dei mercati. Per la raccolta invece resterà tutto fermo con il rischio che la situazione per le strade peggiori ulteriormente.

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