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5 lug

Aprilia, un arresto per l’88enne uccisa a calci e pugni

I sospetti, terribili, della prima ora hanno trovato conferma. A uccidere una donna di 88 anni ad Aprilia, cuore industriale del territorio pontino, nella notte del 10 giugno scorso, massacrandola di calci e pugni mentre era ancora a letto, non è stato né un ladro né un rapinatore. Per ragioni ancora tutte da chiarire e su cui i carabinieri mantengono stretto riserbo, l’autore dell’omicidio di Rosa Grossi è stato un familiare che, messo alle strette dai militari, ha reso piena confessione.

Omicidio volontario. L’indagato, dopo aver parlato con i carabinieri, ha confessato anche davanti al pm di Latina, Marco Giancristofaro, che ha disposto un provvedimento di fermo. E il reo confesso si trova ora nel carcere del capoluogo pontino, con l’accusa di omicidio volontario, in attesa di essere ascoltato dal gip.

Aprilia, un arresto per l'88enne uccisa a calci e pugni

L’ingresso alla villetta dell’assassinio

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Il pestaggio. L’anziana è stata vittima di un pestaggio nel corso del quale le fragili ossa le sono state mandate in pezzi e che le ha provocato gravi emorragie. Inutili i tentativi dei medici della locale clinica e di quelli dell’ospedale “Goretti” di Latina di salvare la

donna. Una ferocia inusuale per pensare all’opera di un balordo. La 88enne, tra l’altro parlava con un filo di voce. Era perciò improbabile che un ladro potesse averla aggredita per evitare che urlasse dando l’allarme. Ben presto, dopo una serie di accertamenti compiuti anche dal Ris nell’abitazione di campagna in via Selciatella, i carabinieri di Aprilia e Latina si sono così orientati sulla pista familiare. Fino al fermo disposto ora dal pm.

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