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18 ago

Attentato sulla Rambla, a Roma ipotesi barriere anticamion in via del Corso e Fori

Installare nuove barriere mobili su strada in alcune zone della Capitale, a partire dal centro storico. Una misura per prevenire il rischio di attentati terroristici con furgoni o van lanciati sulla folla come quelli avvenuti nell’ultimo anno a Nizza, Berlino, Stoccolma e Barcellona, che hanno causato decine di vittime.

E’ una delle ipotesi vagliate dal Comitato Provinciale per l’ordine Pubblico e la Sicurezza che si è svolto questa mattina in Prefettura a Roma.

Allo studio l’ipotesi di installare fioriere in centro storico, per avere minore impatto rispetto ai new jersey già presenti ai margini dei mercati e delle aree pedonali. Tra le strade che potrebbero essere interessate dal provvedimento via del Corso e via dei Fori Imperiali, sulla prima attualmente sono presenti quattro camionette dell’Esercito, di cui una sbarra l’accesso a piazza del Popolo per i veicoli, sulla seconda è presente un vero e proprio check point con quattro mezzi blindati all’altezza del Colosseo e altre vetture sul lato piazza Venezia.

Le barriere non chiuderebbero il traffico in maniera completa, ma parziale, e potrebbero creare dei percorsi a zin zag per contrastare un eventuale attacco terroristico come quello avvenuto a Barcellona. Il tavolo tra prefettura e Comune di Roma avrà anche il compito di valutare l’impatto sulla viabilità determinato dall’installazione delle nuove barriere che integreranno i presidi delle forze dell’ordine. Presidi che potrebbero anche essere incrementati nei punti sensibili.

Oltre a Roma sono stati predisposte dal prefetto Paola Basilone pattuglie di militari dell’esercito sul lungomare di Anzio e di Nettuno.

Per il resto si conferma il piano sicurezza tutt’ora vigente a Roma con il rafforzamento del presidi nei luoghi considerati in questa fase più sensibili come le ambasciate spagnole. Inoltre una stretta

con controlli maggiori su veicoli come camion e Ncc che accedono al centro storico.

Infine la mappatura degli eventi di pubblico spettacolo. La prefettura si era portata avanti col lavoro acquisendola dal Comune già a inizio luglio e definendo l’adeguata misura di sicurezza per ogni concerto, spettacolo o mercatino in città stilando un elenco di parametri – preso a modello dal Viminale i tutta Italia – con cui valutare il grado di pericolosità.

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