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6 mar

Bancarella selvaggia a Roma, regole più ferree: “Basta con la città suk”

«Via le 700 bancarelle dalle strade della viabilità principale». Per effetto del combinato disposto di due regolamenti, uno cittadino l’altro europeo, dal centro storico alla periferia, le vie più frequentate della città dovranno finalmente cambiare volto. La prima misura è contenuta nel Piano generale del traffico (Pgtu) licenziato dal Campidoglio il 16 aprile 2015. Il documento che detta le linee guida in tema di viabilità urbana, impone al Comune e ai municipi «il trasferimento sulla viabilità locale o su aree ad essa limitrofe — recita il testo — delle occupazioni di suolo pubblico ricadenti sulle sedi stradali della viabilità principale». Le amministrazioni devono ottemperare alla disposizione «entro tre anni» dall’entrata in vigore del Piano: nel 2018. L’anno prossimo scade anche la proroga alla Bolkestein: la direttiva europea obbliga i Comuni a rimettere a bando le postazioni per il commercio su area pubblica. La sovrapposizione delle due norme darà il via alla rivoluzione.

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Il parlamentino del centro storico e quello dei Parioli coglieranno l’occasione per liberare gli angoli di pregio della città dalle rivendite ambulanti. «Abbiamo già preso la nostra decisione — annuncia l’assessore al Commercio del municipio II, Andrea Alemanni (Pd) — piazzale Flaminio, viale Regina Elena e viale Somalia diventeranno a occupazione zero: non ci saranno più bancarelle a minare decoro e sicurezza». Una buona notizia per i pendolari costretti a fare lo slalom tra i banchi all’uscita della metropolitana in piazzale Flaminio. Si saneranno così problematiche vecchie di anni, come i furgoni parcheggiati in seconda fila lungo viale Regina Elena e che intralciano l’ingresso delle ambulanze al Policlinico Umberto I.

La sforbiciata alle postazioni arriverà anche in via Cola di Rienzo, promette l’assessora al Commercio della City, Tatiana Campioni. Il Corso del rione Prati rientra nell’elenco delle strade della “viabilità principale”, come del resto la vicina piazza Risorgimento, occupata da 9 ambulanti, sette con licenza “a rotazione” concessa dal Comune e 2 stagionali di pertinenza municipale. Nel municipio I attualmente sono 700 le bancarelle autorizzate (600 nel centro storico e 136 in Prati, ex municipio XVII). Il dato è frutto dell’ultimo censimento disposto da Campioni in preparazione all’entrata in vigore della Bolkestein. «I nostri vigili urbani — spiega l’assessora al Commercio — hanno concluso le operazioni di verifica, caso per caso, della compatibilità con il codice della strada. In via Cola di Rienzo, per esempio, molte bancarelle lo violano». I marciapiedi dovranno essere liberati. Per farlo è necessaria la volontà politica.

«Per condividere la scelta, prima di convocare la conferenza dei Servizi municipale che disegnerà la futura mappa delle bancarelle — spiega ancora Campioni —

faremo un passaggio in Giunta e in Consiglio». La road map per la Bolkestein è stata stabilità dell’assessore comunale al Commercio, Adriano Meloni. «Ha delegato tutto ai municipi — afferma Campioni — abbiamo pochissimo personale per far fronte ai dei grandi carichi di lavoro». Concordano anche alcuni colleghi dei parlamentini a Cinquestelle. L’indirizzo ai municipi dell’assessore invita a salvaguardare anche i posti di lavoro.

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