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7 gen

Befana in piazza Navona, Antitrust: “Rivedere assegnazione banchi”. Nyt: “Tradizione in pericolo”

Altre otto Befane sono troppe. Parola dell’Antitrust, per la quale il bando comunale per assegnare i posteggi delle bancarelle in piazza Navona per l’Epifania “non rispetta i principi della concorrenza” e perciò, “va rivisto”. Il parere, inviato al Campidoglio dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sollecita in particolare “una modifica della durata dell’assegnazione – attualmente fissata per nove anni – e, per le edizioni future, l’adozione di criteri non discriminatori e non basati sulla mera presenza storica alla manifestazione”.

Pur apprezzando l’iniziativa del Comune di mettere a gara la partecipazione agli eventi, evitando assegnazioni dirette, l’Autorità osserva che “la particolare durata dell’attribuzione dei posteggi appare impedire indebitamente lo sviluppo di dinamiche competitive per un periodo di tempo eccessivamente lungo, anche in considerazione delle caratteristiche della manifestazione, che non riveste peculiarità tali da richiedere investimenti particolarmente onerosi da essere ammortizzati su un così ampio arco temporale”. Fa quindi un confronto con altri mercatini di Natale, per i quali generalmente si ha un’attribuzione “annuale della gestione”. I criteri di valutazione del Campidoglio presenterebbero inoltre “valorizzano la pregressa partecipazione alla manifestazione come criterio di aggiudicazione della gara”. Una soluzione che secondo l’Antitrust “limita le possibilità di accesso a nuovi operatori e cristallizza la situazione preesistente”. Spetta ora al Comune, entro 60 giorni dalla ricezione del parere, comunicare le determinazioni assunte al riguardo.

Il Campidoglio, però, fa sapere di aver risposto all’Autorità il 20 dicembre scorso: “Il bando ha rispettato le norme e i criteri per la concorrenza”, – dichiara il Dipartimento Sviluppo economico e Attività produttive del Comune, precisando che “essendo la Festa della Befana classificata come ‘fiera’, in virtù della sua peculiare connotazione storico-tradizionale e della rilevanza internazionale rivestita, non può essere assimilata ai mercati destinati alla vendita esclusiva di particolari merceologie”. Ma secondo il consigliere del Pd capitolino Marco Palumbo, la decisione della giunta Raggi “ha favorito i ‘signori della bancarella’ a discapito della festa dei bambini e della qualità”. Dal consigliere arriva quindi l’invito all’assessore Meloni a far “valere le ragioni della città sulla casta dei bancarellari protetti dalla maggioranza M5S in Campidoglio”.

E intanto, la discussa Befana della Città Eterna fa il giro del mondo, guadagnando le colonne del New York Times. “Per generazioni di romani, l’Epifania, non il Natale, è stato il giorno di festa principale per ricevere doni. Ma quest’anno – scrive il quotidiano newyorkese – è evidente che i tempi sono cambiati, e che una nuvola si è addensata sul mercatino”.

“Le preoccupazioni sul terrorismo hanno soffocato l’evento, e mentre le code si formavano agli ingressi dell’elegante piazza barocca, polizia e carabinieri stazionavano accanto alle barriere in acciaio. Agenti con metal detector controllavano gli zaini sotto gli occhi sorpresi dei bambini”. Il quotidiano si sofferma quindi sulle alterne vicende del mercatino della Befana negli ultimi anni, sino al caso assegnazioni di quest’anno, che ha comportato il ritardo nell’apertura delle bancarelle.

“È stato un disastro – commenta un commerciante intervistato dal Nyt l’apertura del 19 dicembre, avvenuta “quando ormai la maggior parte delle persone aveva già allestito il proprio presepe”. Non mancano poi i riferimenti alle glorie di un tempo, a quella piazza Navona che fu. Teatro di una tradizione ormai “morta”, secondo Sergio Balestrini, organizzatore della sfilata annuale della Befana in Vaticano dal 1986. “Il mercato era una fiaba. Adesso, sono solo in quattro gatti malridotti”, che vendono cineserie da quattro soldi.

C’è poi chi ha comparato la Befana di piazza Navona al Natale di Spelacchio, divenuto “un’esagerazione” grazie ai social, scrive ancora il Nyt. Che si interroga sul destino dell’abete, non ancora rimosso. Citando anche le lamentele copiose dei cittadini nei confronti dell’amministrazione grillina su un’Epifania sottotono. Il guaio è, scrive il Nyt, che adesso ci sono “poche attività ricreative per i bambini, all’infuori di un teatro di marionette con spettacoli

ogni ora, tre stand con giochi da fiera e un carosello tedesco del 19esimo secolo, pezzo forte del mercatino”.

“Negli anni, il mercatino è stato rovinato, perdendo in decoro e attenzione per i prodotti”, ha detto al New York Times Viviana Piccirilli De Capua, presidente di un’associazione di residenti del centro storico. “La mia amata Roma – conclude – ha perso la capacità di trasmettere la sua bellezza”.

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