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28 mag

Bio economia, boom nel Lazio delle aziende verdi

Produzioni di qualità, filiera corta, gruppi di acquisto e agricoltura biologica, in grado di lavorare in sinergia con istituzioni e associazioni per promuovere il territorio e le sue tradizioni: crescono nel Lazio allevamenti e coltivazioni bio, compatibili con le caratteristiche del territorio e senza l’uso di prodotti chimici e sintetici.

È un settore che a Roma e nel Lazio ha conosciuto un vero boom nell’ultimo anno, con un fatturato di centinaia di milioni e una crescita rispetto al 2015 di oltre il 20%, e in base alle stime crescerà sempre di più: secondo i dati del Sinab, il sistema nazionale di informazione sul biologico, su un totale di quasi 99mila aziende agricole, sono 3500 i produttori che fanno bio nel Lazio, 500 in più rispetto a tre anni fa. Crescono anche gli ettari dedicati al biologico: erano meno di 85mila nel 2012, ora sono più di 111mila. Nel Lazio, da Viterbo a Roma fino a Latina, i prodotti principali coltivati secondo i principi biologici sono olio, vino, legumi, frutta e cereali; ma ci sono eccellenze famose in tutto il mondo come la nocciola della Tuscia, i kiwi di Latina.

Bio economia, boom nel Lazio delle aziende verdi
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Il paradosso è la commercializzazione del prodotto bio: negli ultimi anni si è sviluppata la vendita diretta dal produttore al consumatore non solo presso agriturismi ma anche in centri specializzati come la Città dell’altra Economia a Testaccio e i mercati di Campagna Amica, che a Roma sono quindici e coinvolgono quasi 500 tra aziende e fattorie biologiche. “L’attenzione dei consumatori laziali sui prodotti biologici è sempre più grande”, conferma Carmelo Troccoli, direttore della Fondazione Campagna Amica. E infatti nella capitale sempre più catene alimentari dedicano, nei loro supermercati, spazi riservati al prodotto biologico e a km zero.

Ma anche così non basta per sfruttare il potenziale dell’agricoltura biologica a Roma e nel Lazio. “Bisogna ampliare l’offerta – spiega Fabio Pallottini, direttore del Centro Agroalimentare romano – dedicando più spazi nei

mercati rionali e nei negozi tradizionali. Anche la ristorazione biologica è in crescita. Il Car conta su 8mila metri quadrati dedicati al biologico, la sfida è consolidarli per estendere ancora di più la distribuzione al dettaglio”. Non solo: per potenziare il bio occorre puntare su rispetto dell’ambiente, riduzione di monocolture e uso di prodotti sintetici, riscatto delle coltivazioni abbandonate come nel degli ulivi e soprattutto lotta alle discariche abusive.

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