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16 lug

Boxe, De Carolis fa un’altra impresa: pari in Germania, resta mondiale

Una nuova impresa, contro tutto e tutti. Giovanni De Carolis resta il campione del mondo dei supermedi Wba. A Berlino, contro l’astro nascente del pugilato tedesco, Tyron Zeuge, il romano ottiene un meritato verdetto di parità: tradotto in soldoni significa la possibilità di tornare in Italia ancora con la cintura iridata, unico italiano a detenerla da 8 anni a questa parte. Incontro emozionante, di ottimo livello tecnico con picchi importanti anche dal punto di vista agonistico. De Carolis riesce a equilibrarlo grazie ad un finale gagliardo al cospetto di un avversario nettamente più giovane (24 contro 31) ma meno acerbo, tecnicamente e tatticamente, di quel Feigenbutz contro il quale il romano aveva conquistato il titolo.

”Mi piace combattere in Germania, amo il pugilato tedesco e la gente che lo segue. La cosa che apprezzo di più qui è la professionalità”, è il primo commento di De Carolis. In realtà il romano vorrebbe avere la grande soddisfazione di poter difendere il titolo nella sua città, ma mettere in piedi un mondiale di questo livello ha problematiche economiche che in questo momento la boxe italiana appare difficilmente in grado di sopportare. E’ così che l’orizzonte del pugile della Montagnola è ancora parecchio a nord di Roma. Nel sottoclou infatti Arthur Abraham, il 36enne tedesco di origine armena, si è rilanciato ad alti livelli battendo per kot all’ottavo round il norvegese Lihaug. Stessa categoria di De Carolis, King Arthur dovrebbe essere proprio il prossimo avversario del romano, in un remake della sfida di un paio di anni fa appannaggio del tedesco.

Questo comunque è il futuro. Il presente ci parla di un pugile che ha raggiunto ormai la piena maturità. Non era facile contro Zeuge, pugile velocissimo nelle risposte, dotato di buona tecnica e difficilmente inquadrabile. Nelle fasi a corta distanza De Carolis ha sofferto le combinazioni dell’avversario, portando però il match dalla sua quando è riuscito a far partire il jab di sbarramento doppiato dal destro. Match a fasi alterne, arrivato a nostro avviso in perfetta parità al giro di boa. Nella settima ripresa De Carolis sembra fare un salto di qualità, ma il ritorno di Zeuge è preoccupante: un montante destro nel nono tempo il colpo degno di maggior nota del tedesco.

Il decimo è il round più drammatico, con Zeuge che accusa un problema alla spalla e sembra anche stanco. Non è il solo, perché nei due round successivi i pugili alternano belle combinazioni a momenti in cui sembrano sul punto di crollare. Alla fine è un lungo applauso degli spettatori della Max Schmeling Halle ed una attesa per il verdetto che sembra infinita. Il match è stato talmente equilibrato, dal clan italiano si teme che alcuni round vissuti su sfumature interpretative possano prendere la via di Zeuge. Preoccupazioni ingiustificate, perché se è vero che il finnico Meironen vede 115-114 per Zeuge, gli statunitensi Mora e Martinez danno entrambi 114-114. Giusto così.

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