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20 dic

Campidoglio, entrate e uscite del Comune: i conti non tornano. Bocciato il bilancio Raggi

“PARERE non favorevole”. Al termine di 46 pagine di critiche e appunti, le conclusioni non sarebbero potute essere diverse. Il collegio dei revisori dei conti del Campidoglio (organismo più volte citato come punto di riferimento dai 5 Stelle quando erano all’opposizione contro Ignazio Marino) alza il più doloroso dei cartellini rossi. Il primo bilancio della giunta guidata da Virginia Raggi, quello che il Movimento si vantava di aver approvato “per la prima volta nei termini di legge”, ora, per la prima volta, è stato bocciato dall’Oref.

I motivi sono racchiusi in un parere che giudica errate le previsioni di spesa e di entrate, i fondamentali di qualunque bilancio. Nello specifico, la manovra che la maggioranza avrebbe voluto approvare entro venerdì 23 dicembre “non ha previsto gli interventi correttivi necessari e indispesabili per la salvaguardia degli equilibri di bilancio “. Questo perché nel testo all’esame dell’Aula in questi giorni ci sono “previsioni di entrate non strutturali ” che vanno dalle concessioni edilizie alle contravvenzioni al recupero dell’evasione fiscale.

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Proprio su questo punto una delle annotazioni più dolenti: “Non si riscontra – scrivono i tre revisori dei conti – un adeguato e specifico programma di recupero delle entrate tributarie e patrimoniali “. L’Oref, ancora, tira le orecchie alla giunta perché non ha seguito “le raccomandazioni del Mef e le previsioni del piano di rientro in riferimento alla razionalizzazione e/o all’alienazione delle società partecipate”, nello specifico quelle che “non svolgono attività per il raggiungimento dei fini istituzionali dell’Ente”.

A pesare sulla bocciatura è anche una “non corretta previsione degli ingenti e imminenti oneri” che pesano sul Comune e che derivano dai cosiddetti debiti fuori bilancio, dalle gestioni dei vari contenziosi che ha l’Ente, “dalle passività derivanti dalla gestione delle partecipate ” e ancora dalla gestione dei cosiddetti “punti verde qualità” fino alla realizzazione della Metro C e l’ammodernamento di quelle esistenti. Troppo scarni e poco precisi i passaggi che riguardavano queste voci all’interno del bilancio a 5 stelle.

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L’Oref, poi, boccia anche i risparmi di spesa previsti dalla giunta che “non appaiono possibili se non a danno della qualità dei servizi erogati ai cittadini”. Il rosario di imprecisioni ed errori continua a proposito del Dup, il documento unico di programmazione giudicato “non esaustivo”, “pur mostrando una tendenza verso politiche di contenimento della spesa”. Mancano però, come aveva segnalato la consigliera Dem Valeria Baglio sollevando proprio davanti ai revisori una “pregiudiziale”, “gli obiettivi di gestione “, quelle voci che “declinano politiche, programmi e progetti dell’ente”.

Assenti anche “le politche da adottare circa il recupero delle entrate”.

Tra le critiche spicca quella avanzata sul fronte del salario accessorio

e del cosiddetto “contratto decentrato” dei dipendenti capitolini che l’Oref sollecita. I revisori, inoltre, fanno propri i rilievi del ministero dell’Economia e ribadiscono “l’obbligo di adempiere al puntuale rispetto delle procedure e delle formalità riguardo l’assunzione del personale, le progressioni e le erogazioni delle varie indennità al fine di evitare oltre al danno erariale la ripetizione delle somme a danno del personale dipendente”.

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