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29 gen

Campidoglio: sì alla modifica dello Statuto di Roma Capitale. Arrivano le petizioni online

In arrivo nuove regole per la partecipazione dei cittadini in Campidoglio: l’Assemblea Capitolina ha approvato con 27 voti a favore e sei contrari la modifica dello Statuto di Roma Capitale. Le modifiche volute dalla maggioranza a 5 Stelle introducono il referendum propositivo, accanto a quello consultivo e abrogativo, la sperimentazione del voto elettronico in cabina e il bilancio partecipativo. Aboliscono inoltre il quorum nelle consultazioni popolari.

Il testo parla anche di modalità di voto telematiche per le petizioni online che possono essere illustrate dai cittadini in aula: i riferimenti citati a modello sono il sito per le petizioni online al Governo e al Parlamento del Regno Unito e la piattaforma online “We, the People” della Casa Bianca negli Stati Uniti. Riguardo ai modelli di bilancio partecipato, si fa invece riferimento ai Comuni di Parigi e Porto Alegre.

Anche la composizione della giunta è interessata dalle modifiche, con la rappresentanza di genere che passa dal 50 per cento alla previsione di legge (60-40 per cento). Nell’attuale Statuto invece è previsto che tra i nominati venga garantita “la presenza di norma in pari numero di entrambi i sessi”. Nel nuovo Statuto non compare più la commissione delle Elette, che viene sostituita dalla commissione Pari Opportunità della quale potranno far parte anche consiglieri maschi.

L’Aula, presieduta da Marcello De Vito, ha proceduto direttamente al voto senza discussione, ma nelle precedenti riunioni erano emerse divergenze tra maggioranza e opposizione, Pd in primis. Polemiche erano arrivate dai dem secondo i quali il testo originario

“garantiva un’equa rappresentanza di uomini e donne” in giunta, mentre con le nuove norme si fa “un notevole passo indietro”.

“Ci potremmo ritrovare anche giunte con più donne”, aveva replicato Sturni. Il presidente della commissione aveva anche spiegato che per tutti e tre i tipi di referendum ora previsti “si abolisce il quorum”, ma “serviranno sempre 30 mila sottoscrizioni per presentare le proposte”.

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