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23 feb

Caso Cucchi, sospesi dal servizio tre carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale

Sono stati sospesi dal servizio i tre dei cinque carabinieri accusati della morte di Stefano Cucchie per i quali la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale. Altri due militari dell’Arma sono imputati di calunnia e falso, reati che però non prevedono, in questa fase, la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio.

I tre militari sospesi, con stipendio dimezzato, sono i carabinieri scelti Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro e il vicebrigadiere Francesco Tedesco: la sospensione è stata disposta a titolo precauzionale, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, dal Comando generale dell’Arma per i primi due, mentre per il graduato è stata decisa dal Ministero della Difesa, sempre su richiesta del Comando generale.

“Apprendo la notizia che le tre persone coinvolte direttamente nel ‘violentissimo pestaggio’ (come definito dalla Procura di Roma) di Stefano Cucchi sono state sospese dall’Arma dei Carabinieri. Credo che questo sia giusto e sacrosanto proprio a difesa e a tutela del prestigio dell’Istituzione. Ora non potranno più nascondersi dietro una divisa che non meritano di indossare”.

Lo scrive, su Facebook, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano.

“Impugneremo il provvedimento di sospensione davanti al Tra del Lazio”. Così Eugenio Pini, legale del vicebrigadiere Francesco Tedesco, commentando il provvedimento con il quale il suo assistito è stato sospeso dal servizio, dimezzando lo stipendio, dopo la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio preterintenzionale per la vicenda della morte di Stefano Cucchi.

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