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5 mag

Caso Orlandi, la Cassazione: “Archiviare l’inchiesta”. La famiglia: “Faremo ricorso a Corte Strasburgo”

Non ci sarà alcuna riapertura dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia sparita in circostanze misteriose all’età di 15 anni il 22 giugno 1983. Lo ha stabilito la Sesta sezione penale della Cassazione che ha bocciato il ricorso presentato dall’avvocato Pietro Sarrocco per conto di Maria Orlandi, la mamma di Emanuela. Dopo trentatrè anni, dunque, cala il sipario senza una risposta sulla scomparsa della Orlandi. Ma Sarrocco ha già annunciato ricorso alla Corte di Strasburgo: “La famiglia Orlandi ha negli anni scorsi presentato una serie di memorie per sollecitare gli inquirenti a seguire la pista del terrorismo internazionale, piuttosto che quella della Banda della Magliana. Ebbene, la Procura – ha sottolineato l’avvocato – non ha mai ritenuto necessario svolgere approfondimenti su questo filone e sviluppare quegli indizi indicati e suggeriti a più riprese da questa parte offesa, come se li avesse del tutto ignorati. È giusto che ciò sia avvenuto? E la stessa parte offesa quali strumenti ha di tutela se dall’altra parte non si vogliono fare le indagini? Ecco, su questo mi aspetto che la Corte di Strasburgo ci dica qualcosa”. Dure anche le parole di Pietro, il fratello di Emanuela: “Nessun potere, per quanto forte sia, potrà fermare la verità, anche se rimarrà una sola persona a difenderla e a pretenderla”.

La famiglia Orlandi da sempre si batte perché la vicenda non venga chiusa definitivamente. Da qui il ricorso contro l’ordinanza del 19 ottobre 2015 con la quale il gip Giovanni Giorgianni ha dato parere favorevole all’archiviazione dell’inchiesta su sei indagati per concorso in omicidio e sequestro di persona: monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica di Sant’Apollinare, Sergio Virtù – autista di Enrico De Pedis, personaggio di spicco della Banda della Magliana ucciso nel 1990 – Angelo Cassani, detto “Ciletto”, Gianfranco Cerboni, (“Giggetto”), Sabrina Minardi, già supertestimone dell’inchiesta, e il fotografo Marco Accetti. Contro di loro sia la procura sia il gip hanno ritenuto che non fossero stati raccolti sufficienti elementi probatori. E ora è arrivato il visto della Cassazione.

I legali degli Orlandi avevano invece presentato ricorso perchè ritenevano necessari “supplementi di indagine contrari

alla richiesta di archiviazione firmata da Pignatone”. La Cassazione ha detto no, convalidando l’archiviazione del caso. “L’archiviazione dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi da parte della Cassazione era in un certo senso attesa e messa in preventivo. E purtroppo, a questo punto, la verità processuale non si potrà mai sapere”, ha spiegato Sarrocco, che assiste la mamma di Emanuela Orlandi assieme all’avvocato Ferdinando Imposimato.

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