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17 mar

Cassino, polemiche per il monumento ai parà tedeschi: annullata l’inaugurazione

La condanna prima dell’Anpi e poi del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, non sono cadute nel vuoto. A Cassino niente più cerimonia di inaugurazione di un monumento ai caduti omaggio ai paracadutisti tedeschi. La stele realizzata nella grotta Foltin, dove aveva sede proprio il comando tedesco, è apparsa subito come un oltraggio alla memoria della città martire per la pace e Medaglia d’oro al valor militare, completamente distrutta dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. Un evento a cui, tra gli altri, dovevano partecipare il sindaco azzurro Carlo Maria D’Alessandro, l’abate di Montecassino, Donato Ogliari, e il generale Hans-Werner Fritz, presidente della Confederazione tedesca paracadutisti.

“Quanto sta accadendo a Cassino è una cosa gravissima, uno sfregio alla guerra di liberazione in un territorio dove c’è stato un numero altissimo di appartenenti alle truppe alleate che si sono sacrificati per la libertà. Uno scandalo che non si può tollerare e, coinvolgendo anche l’Anpi nazionale, siamo pronti a fare denuncia come abbiamo già fatto per Affile con il mausoleo a Graziani”, ha subito dichiarato, appena venuto a conoscenza della manifestazione, Fabrizio De Sanctis, presidente dell’Associazione nazionale partigiani provinciale di Roma. L’associazione albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav, promotrice dell’iniziativa, si è giustificata sostenendo che l’iniziativa era un omaggio a tutti i caduti, nel segno della riconciliazione e utile anche al turismo di Cassino. Le spiegazioni, davanti a un chiaro omaggio invece ai parà tedeschi, non hanno retto.

Cassino, polemiche per il monumento ai parà tedeschi: annullata l'inaugurazione
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Tra silenzi e imbarazzi sul territorio, dopo aver dato forfait anche l’abate, da Roma a condannare l’evento è stato pure il presidente Zingaretti. E sabato sera al sindaco D’Alessandro non è rimasto altro da fare che prendere a sua volta le distanze: “Ricordando la distruzione della

nostra città ho definito il 15 marzo un olocausto per la nostra comunità. Quindi qualsiasi iniziativa che possa turbare la memoria e la sensibilità della nostra città, deve essere sospesa. Cassino è città della pace. Il ricordo per chi ha perso la vita in questa terra per la nostra libertà e quella dei nostri figli, deve unire e non provocare divisione”. E alla fine la cerimonia è stata annullata. Il passo indietro è arrivato.

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