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21 giu

Cave, il Tar Lazio annulla l’ordinanza che impone la museruola ai cani

Non si può stabilire a priori che un pit bull o un rottweiler sono più pericolosi di un barboncino o di un chihuahua, obbligando i proprietari di quei cani a portare i loro animali in luoghi pubblici solo con la museruola. Occorre valutare caso per caso e i sistemi di protezione sono obbligatori solo quando l’amico a quattro zampe ha manifestato chiaramente di essere aggressivo. Questo quanto sostengono i giudici amministrativi del Lazio che, accogliendo il ricorso dell’associazione ambientalista Earth, hanno annullato l’ordinanza dirigenziale emessa dal Comune di Cave per quanto riguarda appunto l’obbligo della museruola per i cani appartenenti alle razze ritenute aggressive dall’ordinanza del 2008, emessa dall’allora ministro della salute Livia Turco.

Il 3 febbraio scorso a Cave, centro della provincia romana di 11.200 abitanti, ai piedi dei monti Prenestini, è stata emessa un’ordinanza prevedendo, a tutela dell’incolumità pubblica, che tutti i cani appartenenti alle razze classificate come aggressive appunto dal ministro Turco otto anni fa potessero essere portati in pubblico solo con la museruola. L’associazione Earth, che in passato ha già portato avanti battaglie vittoriose per costringere i Comuni a creare le bau beach, per impedire l’abbattimento di bovini selvatici a Carpineto Romano e per far entrare i cani nei parchi nel viterbese, ha così impugnato quell’atto. Gli ambientalisti hanno specificato che la stessa ordinanza ministeriale era stata corretta l’anno successivo e che la letteratura scientifica veterinaria ha chiarito che non “è possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività di un cane in base

alla razza o ai suoi incroci”. Ma va valutato caso per caso, in concreto. Il Tar ha così accolto il ricorso e annullato l’obbligo della museruola imposto con l’ordinanza dirigenziale, specificando che era stato disposto in “maniera indiscriminata e astratta”.

A Cave dunque, ex feudo dei Colonna, retto dal sindaco civico Angelo Lupo, del tutto liberi anche american bulldog, dogo argentino e le altre 15 razze che erano finite sulla lista nera.

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