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13 giu

Censis: “La provincia di Roma è la principale piazza di consumo di merce contraffatta”

Prezzi bassi, finiture di pessimo livello, scarsa qualità. Eppure, il “sembra vero ma non lo è” piace sempre di più. Lo dimostrano i dati, per nulla incoraggianti, di una ricerca del Censis per il ministero dello Sviluppo Economico sulla contraffazione in Italia. Dal report emerge infatti che un quinto della merce falsificata sequestrata in Italia dall’Agenzia delle Dogane della guardia di finanza è stata intercettata nella provincia di Roma. In pratica, l’hinterland vince la palma d’oro della principale piazza di consumo del mercato della contraffazione del nostro Paese.

Abiti, apparecchiature elettriche, addirittura materiale da ufficio. Ogni cosa può diventare una falsa griffe e solo nel 2015 nella capitale e dintorni i sequestri sono stati oltre tremila, pari al 20,5 per cento del totale nazionale (più di 31 milioni, invece, i pezzi sequestrati).

Numeri che hanno anche un preciso indirizzo geografico di produzione, poiché la maggior parte della merce contraffatta arriva dalla Cina. Nell’ultimo anno nella provincia di Roma più del 60 per cento dei sequestri ha riguardato abbigliamento e accessori, il 9,5% le calzature, e il 14,5% le apparecchiature elettriche. E tra gli articoli più gettonati da clienti amanti del falso pur di non rinunciare a uno status symbol ci sono, neanche a dirlo, i cellulari e gli accessori (tra cui caricatori, cuffiette e vari tipi di adattatori): oltre 1 milione e trecentomila i pezzi sequestrati.

La fotografia del Censis è quella di una capitale dove allo shopping tradizionale si ormai affiancato un mercato parallelo di prodotti low cost e senza garanzia di qualità. Dallo scaffale alla bancarella, verrebbe da dire. Ma Roma non è solo un grande magazzino

della finta griffe. È anche una sorta di centrale del falso, un hub dove vengono smistati i prodotti destinati, ad esempio, in Campania, Lombardia e Sicilia.

Poi si sa, quando è estate i negozi chiudono, ma il commercio illegale non si ferma. E allora i rivenditori di merce contraffatta si spostano in massa sul litorale romano. Qui, sottolinea la ricerca del Censis, i “commercianti” di finte griffe intercettano i vacanzieri in spiaggia.

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