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11 giu

Cerveteri-shock, il mistero dei topi morti

Brutto spettacolo con la stagione balneare che ancora deve decollare, subito rimbalzato sui social network. «Della vicenda si è interessato l’ufficio locale marittimo e, al momento, riteniamo che l’ipotesi di un fenomeno legato ai temporali degli ultimi giorni sia la più probabile. Abbiamo comunque subito contattato la ditta incaricata della pulizia per far rimuovere le carcasse e proseguiremo con i necessari approfondimenti », specificano dalla Capitaneria di porto di Civitavecchia.

Appena due giorni fa, del resto, su Ladispoli e Cerveteri si è abbattuta una vera e propria bomba d’acqua, con 86 fulmini caduti

al minuto e una tromba d’aria che ha colpito proprio Furbara. Un episodio comunque ancora tutto da chiarire, appurando anche lo stato del sistema fognante ed eventuali scarichi inquinanti. «Ho avuto notizia dell’accaduto solo in serata da un cittadino, che mi ha mostrato una foto – ci ha dichiarato il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci – e ho informato subito il nostro responsabile della Protezione civile. Non ho ancora dati precisi e in quell’area fare un sopralluogo non è semplice. Effettueremo comunque gli opportuni controlli».

Non è però la prima volta che i fossi e i fiumi della zona creano seri problemi sulle spiagge. Lo scorso anno, oltre a varie chiazze marroni che si sono allargate in mare dalle foci di corsi d’acqua come il Sanguinara, i fiumi avevano fatto riversare sull’arenile sempre carcasse di topi, in quel caso in pieno agosto e sulla spiaggia di Palo Laziale. Problemi che compromettono località dove invece, anche nel 2016, la qualità delle acque è stata certificata come eccellente.

Ma la piaga del carico inquinante o dei semplici rifiuti, resti di animali

compresi, trascinati in mare da fossi e fiumi nel Lazio è più ampia. E l’esempio principale è quello di Ardea, che da tempo, in base alle analisi svolte dall’Arpa Lazio, si trova ad avere la qualità del mare peggiore nella regione proprio per quanto viene raccolto dai corsi d’acqua nell’entroterra e finisce sulla costa. «Paghiamo per colpe non nostre », ha infatti dichiarato più volte il sindaco Luca Di Fiori.
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