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16 gen

Cerveteri, trovati i fondi per gli alunni disabili: Giammaria può andare a scuola come gli altri

Giammaria è un bambino felice. Di andare a scuola, di fare i dispetti a sua sorella, di giocare a calcio in salone. La mamma, Antonella, tira i rigori. E lui li para sempre. Anche se, per spostarsi, non può fare a meno della sua sedia a rotelle con lo scudetto della Roma. Quest’anno non è potuto andare a scuola come i suoi compagni, perché non aveva l’assistenza garantita per tutte le ore di lezione. Ma, almeno per adesso, le cose sono cambiate.

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Giammaria ha 7 anni, frequenta la seconda elementare e soffre di una malattia genetica degenerativa, la Sma, l’atrofia muscolare spinale. A scuola ha bisogno di un assistente che lo aiuti ad andare in bagno, a mensa, e che lo segua in classe se resta indietro a scrivere. Abita a Cerveteri, nella città metropolitana di Roma. Ma da settembre a gennaio questo servizio non è stato sempre assicurato. Per otto ore a settimana, la mamma è dovuta rimanere fuori dall’aula, per intervenire nel caso in cui Giammaria fosse stato in difficoltà. Il Comune non aveva i fondi per pagare le ore di assistenza (il servizio di assistenza educativa culturale, l’AEC) per decine di bambini disabili e non autonomi. I genitori non hanno potuto mandarli a scuola e hanno perso molte ore di lezione. Ma da gennaio Giammaria può entrare in classe sereno, e sentirsi come tutti gli altri. Il Comune, a dicembre, è riuscito a trovare i fondi.

Dopo il servizio di Repubblica Tv, in rete si è parlato molto del caso dei bambini rimasti senza assistenza. In tanti dicevano che il diritto allo studio, in questo modo, non era garantito. E che i piccoli alunni disabili venivano discriminati. “Chiudendo il bilancio – spiega il sindaco, Alessio Pascucci – siamo riusciti a recuperare delle risorse e abbiamo potuto usare parte dei fondi previsti per l’anno nuovo”. Il problema, però, non è risolto per sempre, e potrebbe ripresentarsi già il prossimo settembre.

“Fino a quando lo Stato non ci darà i soldi per i servizi essenziali – aggiunge – saremo costretti a fare i salti mortali.

Non è giusto che sia tutto sulle spalle degli enti locali”. “Dovrebbe cambiare la legge – aggiunge Antonella – In Italia ci sono centinaia di bambini che non possono studiare come gli altri. Quello dell’AEC dovrebbe diventare un servizio obbligatorio.” Intanto, per ora, Giammaria è sereno. “Quando lo vediamo arrivare la mattina – raccontano le maestre – è sempre sorridente: i suoi compagni lo adorano. Nessuno va a scuola felice come lui”.

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