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6 mag

Circo Massimo, scavi e restauri finiti. A giugno l’apertura

Dopo il ritrovamento, lo scorso anno, dei resti dell’Arco di Tito, le indagini geofisiche condotte dalla sovrintendenza capitolina, in collaborazione con l’Ispra, hanno portato a nuove entusiasmanti scoperte al Circo Massimo. “Le indagini – spiega il sovrintendente, Claudio Parisi Presicce, hanno permesso di localizzare in profondità i resti della spina del circo”, vale a dire della lunga piattaforma al centro della pista un tempo decorata con statue, tempietti e i due grandi obelischi egizi ora in piazza S. Giovanni in Laterano e in piazza del Popolo, e i probabili limiti, ossia le Metae, grandi segnacoli intorno ai quali giravano i carri. Non solo. “È stata individuata anche l’area dove sorgeva il tempio del dio Conso, lungo la spina, verso il Tevere” aggiunge Parisi Presicce, spiegando come i dati ottenuti permettano di ricostruire il profilo della valle.

I risultati delle ricerche saranno presentati lunedì, in un convegno all’Ara Pacis dedicato alle indagini e alle scoperte compiute negli ultimi anni dalla sovrintendenza al Circo Massimo. Ma anche al lavoro dell’università di Roma Tre, che dopo i ritrovamenti dello scorso anno ha completato la ricostruzione virtuale dell’Arco di Tito. Con un progetto ormai definitivo che potrebbe tradursi in futuro in una vera e propria anastilosi del monumento (vale a dire, in una sua ricomposizione, a partire dai frammenti originali), se il Campidoglio riuscirà a trovare i fondi necessari, pari a circa un milione di euro.

Nel frattempo, ieri il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, insieme al sovrintendente, ha compiuto un sopralluogo al cantiere del Circo Massimo, dove i lavori di scavo e restauro, ma anche di allestimento dell’area archeologica, con nuovi percorsi di visita e una terrazza panoramica sul margine meridionale, stanno per terminare. Con l’obiettivo di arrivare

all’apertura al pubblico dalla fine di giugno. “L’idea – spiega Parisi Presicce – è di proporre un calendario di visite guidate in giorni stabiliti e un’apertura libera, sempre a pagamento. Ma il sogno, grazie a Roma Tre, è di proporre anche esperienze di realtà aumentata”. Un obiettivo, quello dell’apertura al pubblico, caldeggiato dal commissario Tronca, per restituire alla città uno dei suoi luoghi simbolo.

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