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16 mag

Comunali a Roma, Giachetti: “Legalizzare droghe leggere”. Raggi: “Provato spinello ma non mi è piaciuto”

Multe, spinelli, scheletri nell’armadio e Totti. Sono alcuni degli argomenti delle domande a cui hanno risposto tre dei candidati a sindaco di Roma – Giorgia Meloni, Roberto Giachetti e Virginia Raggi – durante la registrazione della puntata di Matrix che andrà in onda questa sera. Presente anche Stefano Fassina che ha commentato la decisione del Consiglio di Stato di riammettere la sua lista alla corsa al Campidoglio: “Ci sentiamo come chi ha subìto una profonda ingiustizia. Il consiglio di Stato ha riconosciuto che c’erano altri elementi per provare la certificazione. Ci siamo sentiti ripagati per il lavoro serio che abbiamo fatto”. Comunque, per Giorgia Meloni “sarà una gara a tre: tra me, Giachetti e Raggi. Sono in partita per vincere”. E il candidato dem osa ancora di più. Gli chiedono cosa farebbe in caso di sconfitta e lui risponde: “Non è presa in considerazione questa ipotesi”. Su cosa farebbe invece se vincesse ha detto: “Vorrei essere ricordato come una persona che con passione sta cercando di aiutare Roma a rinascere”. La Raggi, interpellata su quale dei suoi avversari tema di più, risponde: “Non temo nessuno. Tutti sono espressione della vecchia politica”.

Le multe. Giorgia Meloni ammette: “Ho preso svariate multe, sono tra i maggiori contribuenti del comune di Roma”. Mentre Giachetti e Raggi sono più cauti nel calcolo: poche contravvenzioni stradali. “Una perché stavo sulla preferenziale di via Del Corso – racconta il candidato del Pd – mentre andavo a lavorare”. La pentastellata, sanzionata perché le era scaduto il permesso della ztl, ci tiene a precisare: “Le ho già pagate”.

Gli spinelli. Nessuno dei tre candidati ha posizione radicali quanto quelle di Alfio Marchini sulle droghe leggere. La leader di Fratelli d’Italia sostiene di non aver mai provato neanche uno spinello: “Non mi piace la droga. Non li ho fumati per anticonformismo, perché lo facevano tutti”. La Raggi, invece, un tentativo l’ha fatto “da giovane. Ma non mi è piaciuto”. Quello più “liberale” sul tema è Giachetti, che riguardo alle sue “vecchie” abitudini dice: “Tanto la risposta si sa. Non so quante persone della mia età da ragazzi abbiano fumato spinelli, credo tanti”. Ma poi amplia la questione: “Dobbiamo legalizzare per evitare che quei soldi vadano alla criminalità organizzata. Non è solo un pensiero mio, ma anche di Saviano. Il proibizionismo non funziona. Voglio che quei soldi vadano allo stato per investire in prevenzione”.

Gli scheletri nell’armadio. La domanda successiva è sugli scheletri nell’armadio dei candidati. Tutti e tre dichiarano di non averne. “Se li avessi non riuscirei a dormire, siccome dormo…” dice la Meloni. “L’unica cosa che ho è che presi una denuncia dai militari per istigazione a disobbedire le leggi. Ero con Rutelli a borgo Sabotino. Rutelli fu arrestato e io no, ma mi autodenunciai”, spiega Giachetti. “Non temo nessuno e non ho scheletri nell’armadio, solo segreti culinari” scherza la Raggi. Ma poi torna seria: “Sarebbe invece interessante conoscere gli scheletri negli armadi degli altri partiti”.

Il futuro di Totti. Un sindaco di Roma non può non avere un’opinione sul futuro – sportivo e politico

– del capitano della Roma. Giorgia Meloni scarta sia l’assessorato sia la convocazione agli europei. Per Totti pensa ad altro: “Mi piacerebbe vederlo allenatore della Roma tra cinque anni magari a vincere uno scudetto”. Secondo Giachetti agli europei ci andrà, come giocatore della nazionale, “poi diventa dirigente della Roma e poi ci voglio parlare per chiedergli consiglio e idee per capire come si può fare per far crescere lo sport nelle periferie”.

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