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2 mag

Comunali a Roma, legalità e sicurezza nel confronto tra i tre candidati

Primo confronto a tre tra i candidati a sindaco di Roma. Roberto Giachetti (Pd), Virginia Raggi (M5S) e Stefano Fassina (SI) si sfidano sul terreno della legalità durante un confronto alla Città dell’Altra Economa organizzato da alcuni blogger. Ma è sul piano politico che si consuma lo scontro. “Chi ha un’idea di sinistra dovrebbe fare una cosa molto onesta: togliersi dal Pd e fondare un nuovo partito. E togliersi da questa gabbia che ha prodotto Mafia capitale”, attacca in mattinata la pentastellata. “Raggi ha una certa difficoltà ad argomentare oltre la contumelia – ribatte Giachetti -. Se la seguissi su questa strada dovrei dire che il M5S è un movimento di scassinatori di armadietti nelle palestre”.

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Nel pomeriggio il secondo ‘round’, di persona, insieme a Fassina. Per il candidato a sindaco del M5S “non bisogna fare a gara a chi presenta la giunta prima, ma puntare alla sostanza”. “Presenterò i 12 nomi della giunta il 21 maggio e non è solo un fatto formale. Bisogna rompere definitivamente con la contrattazione con i partiti” e le “aree”, affonda Giachetti. Quanto a Fassina, è il primo a snocciolare i nomi ‘papabili’ per il suo esecutivo: “Proporrò a Vincenzo Visco e Massimo Bray di fare parte della squadra di governo della città: il primo al bilancio e il secondo alla cultura”.

Capitolo corruzione. Secondo Giachetti per contrastarla “la prima leva è la trasparenza, procedure visibili su open data.

Sono d’accordo con la rotazione dei capitolini: ogni 3 anni per i dirigenti, ogni 5 per i funzionari e ogni 10 per i dipendenti nelle aree più delicate”. Per Raggi fino ad ora “è stato messo in atto è un palliativo. Serve la formazione che non è stata fatta perché l’amministrazione non ha destinato risorse”. Tutti e tre – Fassina, Giachetti e Raggi – annunciano di non volere un assessore alla Legalità (come lo fu Alfonso Sabella per Ignazio Marino) in quanto “misura emergenziale”.

Botta e risposta su via dei Giubbonari. “Vorrei capire se il Pd ha intenzione di pagare i 176mila euro che il partito deve al Comune per la sede di via dei Giubbonari….”, insinua la candidata grillina. “Abbiamo un candidato distratto – la replica del dem -. Quando è emersa la questione della sede di via dei Giubbonari il sottoscritto ha detto che avrebbe operato per fare in modo che sia pagato quel che si deve”. Quando Giachetti dice “abbiamo chiuso Malagrotta” alcuni dei cittadini accorsi al dibattito rumoreggiano in segno di contestazione e qualcuno urla: “Lo avete cacciato!”. “L’ha chiusa la giunta Marino grazie a Zingarettì”, precisa il candidato sindaco. A quel punto si levano gli applausi.

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Poi sul tema della sicurezza stradale e degli auovelox. “Dimezzare le auto in circolazione sulle strade e potenziamento dei vigili urbani” propone Stefano Fassina. “Io non penso noi dobbiamo immaginare gli autovelox come bancomat nei confronti dei cittadini – dice Roberto Giachetti – per avere maggiori introiti nel bilancio comunale ma come strumento per impedire che Roma abbia cifre da record riguardo la mortalità negli incidenti. La cosa più utile è comunicare ai cittadini dove

sono gli autovelox, perché il fine è salvaguardare le vite umane, non fare cassa”. “L’obiettivo della sicurezza stradale è da perseguire in modo ferreo – spiega Virginia Raggi – non solo con autovelox e street control, ma anche con zone 30, e ipotizzare zone 5, per esempio davanti alle scuole. Bisogna poi chiedere massima collaborazione a cittadini e forze dell’ordine per intervenire ad esempio sulla doppia fila, fenomeno da combattere

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