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22 mag

Comunali a Roma, lo schiaffo di Fassina per il ballottaggio: “Non ci sono le condizioni per sostenere il Pd”

“Le distanze programmatiche con il Pd sono enormi. Giachetti propone di tornare alla Roma degli anni Novanta e Duemila. Quella Roma che ha costruito periferie insostenibili ed ha contribuito ad aumentare le diseguaglianze. Non ci sono le condizioni per una convergenza programmatica”. Il candidato sindaco di Roma, Stefano Fassina, fa capire che non appoggerà Roberto Giachetti nel caso lo sfidante del Pd arrivasse al ballottaggio. Insomma nessuna convergenza di Sinistra Italiana sul Pd nel caso di spareggio.

“Nessuno dei candidati in campo – precisa fassina – nè Giachetti nè gli altri, mette al centro del proprio programma le drammatiche condizioni sociali di Roma. Non ci sentiamo sostituiti o sostituibili da nessuno dei candidati in campo”. Fassina poi smentisce di essersi candidato per fare perdere “bobogiac”: “Noi siamo in campo per dare un governo di radicale discontinuità a Roma, questo è il nostro obiettivo. Vogliamo che al centro delle politiche ci siano i cittadini e non gli interessi particolari che nell’ultimo quarto secolo hanno segnato negativamente la città, a partire dalle periferie. Parliamo alla metà della città che non mi va a votare, parliamo al popolo della sinistra abbandonato dal pd, che è sempre più vicino a interessi più forti del paese”.

Ospite Maurizio Belpietro a “La Telefonata” su Canale 5 interviene a tutto tondo sui temi di giornata. Sul caso di una via per Giorgio Almirante dice: “Penso sia offensivo per Roma città aperta. Non solo perché guardiamo al passato ma per un presente dove ci sono sempre più messaggi di odio e intolleranza contro i migranti, i gay, chi è in disagio sociale. Penso sia una proposta che a mio avviso non può essere accettata”. Poi sulla Costituzione: “Dovrebbe unire gli italiani mentre Renzi e Boschi ne vogliono fare un plebiscito su loro stessi, quindi vogliono dividere. Il governo dovrebbe promuovere l’unità e non la divisione. Ancora una volta un atteggiamento inaccettabile”.

E infine sul debito di Roma. Per

risanarlo “non serve un miracolo, ma consapevolezza, studio dei problemi e determinazione politica. Il debito è un mutuo con la cassa depositi e prestiti con tassi di interesse del 5%, altissimi. Oggi la bce presta a zero o anche a meno di zero alle banche. Se riusciamo a rinegoziare il mutuo, come farebbe qualunque famiglia o impresa, avremmo un risparmio di 250 milioni l’anno per ridurre l’Irpef e la tari per negozi e attività artigiane in difficoltà”.

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