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9 mag

Comunali a Roma, Marchini: “Non celebrerò unioni gay”. Boschi e Cirinnà: “Se sindaco deve rispettare leggi”

“Non ho nulla contro il riconoscimento dei diritti civili, ma non è compito del sindaco fare queste cose per cui non celebrerò unioni gay se dovessi vincere le elezioni”. Lo ha detto il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini, durante il forum all’Ansa dove ha illustrato i suoi programmi per Roma se venisse eletto sindaco. Una presa di posizione che ha provocato la reazione della senatrice del Pd Monica Cirinnà, prima firmataria del ddl sulle unioni civili già approvato in prima lettura a palazzo Madama. “Alfio Marchini vuole essere un sindaco che non rispetta la legge, un bel biglietto da visita. Le unioni civili, una volta approvate definitivamente dal Parlamento non sono derogabili per scelta politica. Se Marchini, come ha annunciato, non celebrerà le unioni civili tra persone dello stesso sesso non soltanto andrà contro i diritti dei cittadini romani, ma anche contro una legge dello Stato con tutte le conseguenze civili e penali”.

Durante il forum Marchini ha anche riservato un nuovo attacco alla candidata Cinque stelle Virginia Raggi che non parteciperà al confronto su Sky in programma giovedì 12 maggio, scatenando una polemica su Twitter con l’hashtag #virginiascappa. “E’ indegno che sfugga ad ogni tipo di confronto – dice l’imprenditore – pensate cosa succederebbe se fossimo in America e una candidata sfuggisse cosi’ ai confronti. E’ una mancanza di rispetto verso i cittadini. Andare in tv a recitare una parte che ti scrivono a Milano non è una roba seria. I romani non vogliono una presentatrice televisiva ma un sindaco. Prima non abbassa le tasse, poi le abbassa. Dice Olimpiadi no, poi Olimpiadi si’. Parla di teleferiche perche’ forse pensa ci siano le Olimpiadi invernali. Quando parla a ruota libera dice un sacco di fesserie.”C’e’ la fila di investitori che non aspettano altro di avere certezze su Roma per investire in questa citta’ che ha un potenziale immenso” conclude.

E sull’esclusione di Fassina: “Non credo sia una scelta voluta -ha affermato Marchini ai microfoni di Radio Cusano Campus-. Credo nella buona fede. Per loro e’ un problema, rischiano la cancellazione della rappresentanza a livello comunale. Il 3 – 4% di Fassina non si vede ne’ nel Pd ne’ nei 5 stelle, se questo scenario rimane confermato si rischia di alimentare ancora di più l’astensionismo”. Sul libro di Salvini Marchini dice: “Non l’ho letto -ha dichiarato Marchini-.Purtroppo il tempo é molto poco per leggere i libri. Nulla di personale ma quando ho un po’ di tempo, ho altri libri che mi aspettano”.

Via le botticelle. Marchini dichiara di avere “un debole per gli animali, cani e cavalli. Nel nostro programma è previsto un cimitero comunale.Un animale ti obbliga a prendersi cura di qualcuno che non sei tu. Le botticelle sono anacronistiche, vanno eliminate”.

E sulla questione traffico spiega: “Non possiamo tenere separati viabilità e studio dei flussi. Ecco perché nel mio programma sono previsti i semafori intelligenti, già in uso ad esempio a Singapore, che hanno dei sensori e che possono regolare meglio il traffico. E penso anche a sensori da porre sotto l’asfalto.

Solo la attraverso la tecnologia possiamo migliorare la vita dei romani. Grazie a uno studio sui flussi le auto possono diminuire del 30%”.

Modello Berlino. Marchini vuole incidere realmente sulla politica della città. La riforma Delrio, con l’abolizione delle Province e l’istituzione delle città metropolitane, “è una riforma a metà, non dà risposte alle grandi città e in particolare a Roma: l’amministrazione non può incidere veramente sulle politiche della città: il mio modello è Berlino, dove chi governa ha poteri che il sindaco di Roma non ha”. “Serve per Roma la stessa attenzione che il Governo ha avuto per la riforma dell’assetto costituzionale – spiega Marchini – Roma merita che si possa recuperare il gap accumulato in questi anni. Anche i Municipi attuali vanno rivisti, erano nati in funzione elettorale ma sono troppo grandi, non hanno vere deleghe, riuniscono quartieri troppo diversi. Va pensata invece una nuova organizzazione che aggreghi realtà sociali ed economiche omogenee” Infine il bilancio comunale, secondo Marchini, deve tenere conto di una “lista” di priorità per tutti i quartieri, pensata con i cittadini, “che danno un contributo spassionato e competente”, con certezza di fondi che finanzino, ogni anno, uno, due, grandi progetti per municipio.

Donne nella squadra. “Non credo in un uomo solo al comando. Nei prossimi giorni presenteremo una squadra di altissimo livello e ci saranno donne, io credo nelle donne” ha detto al Forum ANSA durante il quale ha confermato un posto in giunta per l’ex generale della Gdf e ora magistrato della Corte dei Conti Ugo Marchetti che lo accompagnava assieme al candidato al consiglio comunale Alessandro Onorato. “Le rivoluzioni le hanno sempre fatte le donne e i giovani”, ha aggiunto Marchini. “Un’operazione biblica come quella di mettere a posto Roma necessiti assolutamente di una squadra forte, di grande prestigio, di gente libera che nella propria vita è stata in grado di dire di sì ma anche di no” ha poi detto definendo il generale Marchetti “una persona che ha provato nella propria vita essere servitore dello Stato e affrontare la politica senza alcuna paura di perdere la propria identità”. Il generale probabilmente si occuperà della Centrale unica acquisti, del coordinamento delle società partecipate, dela trasparenza negli appalti.

Sicurezza: “Sosteniamo l’uso dei droni e della tecnologia per garantire la sicurezza in città”. . Parlando del ddl sicurezza, l’ingegnere punta a “dare la possibilità

ai cittadini di partecipare al comitato di sicurezza e ordine pubblico”. Il candidato poi sostiene l’utilizzo dell’esercito a presidio “non solo del centro ma anche delle periferie, ed anche oltre il periodo del Giubileo”. “Penso ad esempio all’uso dei militari davanti alle scuole – conclude -. In questo modo si libererebbero risorse delle forze dell’ordine da utilizzare altrove. Ma aumenterebbe anche la sicurezza percepita”.

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