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16 giu

Comunali a Roma, Raggi a Ostia per chiudere la campagna elettorale: “Il treno giusto siamo noi”

Il comizio finale di Virginia Raggi inizia già durante il viaggio sul trenino Roma-Lido: “Direzione Ostia, il treno giusto siamo noi” ha twittato. Ad accompagnarla, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e la senatrice Paola Taverna. “Sono stati giorni intensi. Mancano 48 ore e potremo finalmente cambiare Roma. Questo è il M5s: gente tra la gente. I cittadini devono scegliere e non qualche politico che risponde a logiche ed interessi” ha detto prima di scendere dal treno. Ore dopo, alal fine del comizio, ecco i primi quattro nomi ufficiali della giunta che guiderà se domenica vincerà il ballottaggio con Roberto Giachetti: “Urbanistica e Lavori Pubblici Paolo Berdini, da sempre contro il consumo di suolo, è un simbolo, uno che si oppone ai palazzinari; alla sostenibilità Paola Muraro, si è occupata di recupero e rifiuti, collabora con Ama, sa cosa fare; alla qualità della vita, all’accessibilità e alle politiche giovanili, Andrea Lo Cicero: alla crescita culturale Luca Bergamo, è stato direttore di Enzimi. Non annuncio tutta la giunta perchè alcuni mi hanno chiesto riservatezza”, ha aggiunto Raggi.


Direzione Ostia, il treno giusto siamo noi: https://t.co/avv5BptU5qpic.twitter.com/AMp2A1ZSyG

— Virginia Raggi (@virginiaraggi) June 17, 2016

Sulla carrozza della metropolitana aveva parlato anche Di Maio, mentre registrava un video in diretta su Facebook: “Quindici giorni fa abbiamo iniziato a dipingere una nuova opera d’arte con il primo turno, non lasciamola incompleta”. Va avanti parlando della scelta di Ostia come luogo per la chiusura della campagna elettorale: “È uno dei Municipi commissariati per mafia e sappiamo che a Roma, grazie al Pd, è nata un’altra mafia, che si chiama Mafia capitale. Ma questo primo turno e il risultato del voto hanno dimostrato che i cittadini non ne possono più delle loro balle e malefatte”.


Piazza dei Ravennati si riempie di gente, di bandiere bianche con il logo dei 5 Stelle – c’è anche quella del movimento Romania – di cartelli con la scritta “Onestà” e di striscioni con frasi come “Virginia Raggi è il futuro, Roberto Giachetti è il passato che non torna mai più”. A completare la cornice, una ventina di aquiloni colorati con cinque stelle gialle, simbolo del movimento. La candidata arriva sul palco, allestito proprio davanti al pontile del litorale romano, per un saluto iniziale: “Il 19 giugno è vicino ma dobbiamo ancora fare un ultimo sforzo, dobbiamo andare tutti a votare perchè il risultato non è scontato”. Dietro di lei, lo slogan “CoRaGGIo”.

Il comizio della Raggi prosegue con un commento alla campagna elettorale degli avversari: “Abbiamo cercato di parlare di Roma mentre loro hanno parlato di me, il loro programma elettorale era centrato su di me, di come portavo i capelli o sulle mie orecchie… Che devo fare, le ho così! Continuano ad infangarmi. Non abbiamo paura del loro fango”. E poi un riferimento alle tante polemiche scatenate dai dettagli sul suo passato professionale, l’ultimo proprio in mattinata riguardante due incarichi per le Asl di Civitavecchia: “Mi attaccano sul mio lavoro. Io lo ammetto: un lavoro prima di entrare in politica ce l’avevo. Cosa scrivono invece loro nel curriculum? Politico da una vita? Non ricordo un solo provvedimento importante firmato da loro se non la Fornero o i decreti Salva-banche”.

Commenta il dibattito sulle aziende pubbliche “che devono rimanere pubbliche” e, dopo, passa alle polemiche legate a Roma 2024. “Io sono quella dei no perchè dico no alle Olimpiadi” e si rivolge al pubblico per abbozzare un sondaggio: “Quanti di voi ritengono fondamentali i Giochi e Roma? Io non ho sentito una voce a favore. Continuano a fare campagna elettorale distogliendo l’attenzione dai problemi reali. Sappiamo, con l’esempio di altre città, cosa significano le Olimpiadi per una città: una marea di debiti. Allora la Raggi dice no, ma solo alle cose inutili”.

“Abbiamo ancora 48 ore, domenica ci sarà l’ultimo voto. Dobbiamo fare un ultimo sforzo e chiedere alle persone che ancora sono incerte ‘Ti piace come è ora Roma?'” E sostiene che dove il Movimento governa, le città hanno ripreso a funzionare, “nonostante quello che dicono le tv”. Conclude scherzando – “Mi fanno cenno di andare, sono una chiacchierona” – accompagnata da cori dal pubblico “Oh Virginia, sindaco di Roma”.

“Al ballottaggio non si scontrano delle persone, ma due idee opposte di Paese”. Per Luigi Di Maio, parlamentare e membro del direttivo M5S, la contrapposizione tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico è netta. “Ci avevano detto che non saremmo mai arrivati al ballottaggio – continua – ora siamo al ballottaggio nella capitale d’Italia. Poi, dati – scritti su un foglio, poi lanciato al pubblico – alla mano, spiega: “Io li ho visti in questi anni in Parlamento, e ora vorrei raccontarvi qual è l’idea di Paese del Pd”. Fa esempi specifici, che per lui sono la prova della punizione che i dem stanno scontando alle amministrative: “Quando Benevento venne colpita dall’alluvione a ottobre il Pd era al Senato per votare la legge Boccadutri con cui si sono spartiti 45 milioni di rimborsi elettorali. A Benevento non è mai arrivato un euro”. Il pubblico approva, commentando con fischi. “Prendi i soldi dagli sprechi e mettila nel lavoro: questa è la nostra idea di Paese”, conclude.

Pensioni, tutela agli anziani, lavoro. La senatrice Paola Taverna affronta temi nazionali per arrivare alla sfida di domenica per la scelta del sindaco della capitale: “Poteva sembrare un sogno, nessuno avrebbe immaginato che il Movimento Cinque Stelle potesse andare al ballottaggio per riprendersi Roma. Quando giro ora ci sono più lavori che strade: avevano deciso di dare questa ultima immagine del loro operato. Ma lo sentono che gli sta sfuggendo tutto dalle mani”. L’attacco al Pd è netto: “Ci hanno provato a farci diventare come loro. E allora il 19 giugno sarà il giorno in cui penserete che c’è la possibilità di non essere uguale a loro, e sceglierete se essere un uomini liberi o servi di stato. Perchè questo siamo stati. Allora chiedo: Roma, ce la fai a ritrovare l’orgoglio?”. Conclude esprimendo il suo orgoglio per appartenere al Movimento e con una battuta sulla proposta (schernita dagli avversari) della Raggi di costruire una funivia a Roma, per collegare il tratto da Battistini a Casalotti: “Ma potevi fare la metropolitana e io non mi inventavo la funivia”.

“Non vi attaccate al telefono come fa Maria Etruria Boschi, ma fate vedere il nostro programma elettorale”. Con una frecciatina alla

trovata del Pd di far chiamare gli indecisi dal ministro per le Riforme Costituzionali, Alessandro Di Battista lancia il suo appello per il voto. Per il membro del direttivo M5S sarà come il sacco di Roma: “Vedrete che i Lanzichenecchi diventeranno Raggichenecchi”. Anche lui sottolinea la differenza tra loro e gli avversari:

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