Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
25 mag

Comunali a Roma, Raggi attacca Giachetti: “Nasconde simbolo Pd, si vergogna del suo partito”

“Giachetti si vergogna del suo partito”. Virginia Raggi attacca con un hashtag e un lungo post su Facebook il suo avversario dem, Roberto Giachetti. “#Ilpdsivergognaperchè? Dall’inizio della campagna il Pd (e non solo) le sta provando tutte e oltre alle diffamazioni prova anche a nascondere il suo simbolo. Date un’occhiata ai post, alle locandine e ai manifesti di Roberto Giachetti: tutti senza il logo Pd. Sapete perché? Perché se ne vergogna”, scrive la Raggi sul social network, accusando il vice presidente della Camera di prendere le distanze dal suo partito.

“L’ultima dimostrazione è arrivata ieri, durante una riunione per stabilire le regole di ingaggio al confronto Sky, in programma il prossimo 31 maggio. Sembra che dal Pd abbiano chiesto esplicitamente di non citare il Partito democratico nel sottopancia che verrà attribuito a Giachetti. È stato un ricatto vero e proprio: o così, oppure noi non ci siamo – prosegue Raggi -. In alternativa sembra abbiano preteso che sotto Roberto Giachetti compaia la sola dicitura “candidato del centrosinistra”, perché loro – dicono – sono una coalizione”.



La pentastellata va poi all’attacco del Pd, un partito che “si permette di dare persino lezioni di moralità, quando della morale ne ha fatto carta straccia, che si vergogna di se stesso tanto da nascondere il simbolo. A Roma si vergogneranno di cosa secondo voi? Di essersi mangiati la città più bella del mondo insieme alla destra? Di mafia capitale? Di aver ricevuto finanziamenti da Buzzi e Carminati? #ilpdsivergognaperché”, continua a chiedere con tanto di hashtag, invitando gli utenti a commentare. “Dite la vostra. E magari, se se la sentono, si esprimessero anche Giachetti e la Meloni”, conclude.

Nel post scriptum si rivolge alla redazione di Sky, dopo le polemiche per la sua assenza al confronto tra tutti i candidati – 12 i presenti, più una sedia blu lasciata vuota per lei – nel salotto della Tribuna elettorale del Tgr del pomeriggio su Rai3. Raggi sottolinea quindi la sua presenza al dibattito di martedì 31 maggio sulla tv di Sarah Varetto che ringrazia “per averci dato questa opportunità di un confronto corretto, con chiare regole e concentrato sui temi. È quel che chiede il m5s da sempre: parlare di temi e in questo caso di Roma. Il mio sì al confronto, a differenza di quanto minacciato dal Pd, è ovviamente incondizionato. Ci vediamo il 31 e sarà un piacere sbattere in faccia a questi trasformisti dell’ultima ora la realtà che non riescono ad accettare, ovvero che siamo sul punto di mandarli a casa una volta per tutte. È la nostra occasione. E Roma sarà solo l’inizio”.

Arriva la risposta di Roberto Giachetti: “Ricordo umilmente alla Raggi che ho partecipato alle primarie della coalizione di centrosinistra e le ho vinte: io sono il candidato certamente del Pd ma anche di altre sei liste. Che nel dibattito televisivo io venga rappresentato unicamente come candidato del Pd è un’offesa verso i partiti della mia coalizione e una pretesa singolare. A questo punto dovrei chiedere di mettere sotto al nome della Raggi la scritta ‘Casaleggio Associati’. Il problema non è mettere una targhetta in televisione ma firmare un contratto in cui è prevista una penale da 150.000 euro se non ci si attiene a esso”. E poi una frecciata alla proposta della candidata grillina di istituire una moneta “complementare” per Roma: “Sicuramente è una cosa che in periferia la gente ti chiede quasi con le lacrime agli occhi” ha concluso.

Commenta anche il commissario dem di Roma Matteo Orfini,

a margine di un incontro per il sì al referendum: “Secondo la Raggi, Giachetti si vergogna del simbolo Pd? ‘Manco le basi’, come si dice a Roma…Giachetti è il candidato di una coalizione, quindi non può esserci solo il simbolo del Pd. Ora, forse la Raggi si candida a fare la responsabile dei sottopancia di Sky, lavoro rispettabile… che dire? In bocca al lupo. Noi ci candidiamo a governare la città e preferiamo parlare di programmi”.

es_ES
it_IT
en_US