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11 mag

Comunali, confronto tra i candidati all’Acer. Raggi non c’è, lasciata una sedia vuota

Al via il confronto con i candidati sindaco organizzato dall’Acer, l’Associazione dei costruttori edili di Roma e provincia, ospitato nella sede dell’Ance. A partecipare all’evento Roberto Giachetti, Alfio Marchini, Giorgia Meloni e Stefano Fassina. Assente il candidato M5S Virginia Raggi, per la quale è stato comunque lasciato un posto sul palco.

Il confronto prevede che vengano fatte sei domande uguali per tutti: ogni candidato risponderà in ordine alfabetico e avrà tre minuti a mezzo a testa per rispondere su ogni tema. Queste le regole del confronto tra i candidati sindaco organizzato dall’Acer. Alla fine ogni candidato – Alfio Marchini, Giorgia Meloni, Roberto Giachetti e Stefano Fassina – avrà un minuto per replicare sulla base di quanto emerso dal confronto.

Siparietto tra i quattro candidati a sindaco di Roma all’inizio del confronto nella sede dei costruttori. Alfio Marchini (civico sostenuto da Fi), al suo arrivo ha fatto il baciano a Giorgia Meloni (FdI) e davanti alle macchine fotografiche ha alzato un documento con il simbolo del cuore. A quel punto Meloni scherzosamente gli ha chiesto di toglierlo. Poi sono arrivate anche le foto di Meloni con Stefano Fassina (SI) e con Giachetti (Pd): i due, che sono amici nonostante le forti differenze politiche, si sono fermati a scherzare.

Stefano Fassina, le cui liste sono state escluse dalla commissione elettorale durante il confronto ha fatto sapere che comunque andrà il suo ricorso continuerà a occuparsi di Roma. “Domani il Tar deciderà sulla riammissione della nostra lista ma comunque vada come deputato eletto a Roma continuerò ad occuparmi della città”.

Raggi assente. “Quando abbiamo immaginato questo incontro abbiamo pensato di riunire in un’unica occasione tutti i maggiori candidati sindaco, li abbiamo invitati e tutti hanno aderito all’iniziativa, purtroppo lunedì Virginia Raggi ci ha comunicato di non essere qui con noi per sopraggiunti impegni personali inderogabili – ha affermato il direttore Acer Alfredo Pecorella – Ci dispiace molto. Noi comunque abbiamo conservato simbolicamente il suo posto sul palco a testimonianza della nostra volontà di continuare a essere interlocutori di tutti, e di continuare il dibattito sulla città”. Critici gli avversari della Raggi: “E’ una costante. E’ il suo modo di Intendere la campagna elettorale. Prima o poi, non so, metteremo delle gigantografie, il gobbo che parla…”, ha detto Giachetti. “Mi dispiace che c’è qualcuno che non ci considera all’altezza del confronto”, ha attaccato la Meloni.

Edilizia. “Io ho girato molto Roma in questi quattro mesi. A differenza degli ‘amici’ al tavolo ho iniziato prima e mi sono ‘ciucciato’ anche le primarie. Roma è una città ferma e incompiuta. In ogni settore ho notato che questa è una città di incompiute. Quindi prima di ragionare su altro bisogna fare un’opera di manutenzione e rigenerazione di quello che c’è” partendo dai “territori e periferie ferite”, ha spiegato Giachetti. Per Marchini invece la soluzione passa per “nuovi criteri di aggiudicazione degli appalti e riqualifazione. Bisogna sbloccare i due miliardi che sono fermi nella Cassa depositi e prestiti perchè non siamo in grado di mettere insieme domanda e offerta. Serve un tavolo a 4 tra banche, Cdp, imprenditori e Comune”. La Meloni invece ha posto l’accento sulla questione abitativa: “Dobbiamo lavorare al tema delle case a riscatto. Dobbiamo vendere a chi vuole le case per liberarsi dal peso della manutenzione e con quello che si risparmia fare nuove case”.

Bilancio. Per Giachetti “l’operazione sul bilancio riguarda sia la parte pregressa che quella del futuro. Si deve aprire una trattativa con il governo e insieme noi dobbiamo avere la capacità di riorganizzare la struttura amministrativa. Uno studio presentato dal sottosegretario Rughetti ha dimostrato che se rinegoziassimo i tassi del debito con quelli attuali potremmo far rientrare 100 milioni di euro al comune, soldi da reinvestire – ha spiegato Giachetti- sulla parte del bilancio ordinario pensiamo all’estensione della centrale unica di acquisti alle municipalizzate e all’uso di fondi europei”. “Sono d’accordo con le ipotesi di ristrutturzione del debito. Bisogna andare a fondo sulla questione dei derivati”, ha ribattuto

la Meloni. Marchini, invece, ha promesso la lotta agli sprechi: “Mi impegno fare una riduzione della spesa corrente di almeno il 10% attraverso la lotta agli sprechi”. Anche Fassina pensa a una revisione della spesa: “A Roma va fatta una spending review perchè l’informatica, i carburanti, la telefonia per fare degli esempi costano di piu. Ma ‘review’ non significa taglio, significa riallocare le risorse, per esempio contro la povertà”.

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