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17 mag

Comunali, riammesse anche le altre liste di Fassina

Il Consiglio di stato ha riammesso oggi alla competizione elettorale di Roma anche la lista civica di Stefano Fassina (la prima ad esser stata riammessa era quella ‘politica’) per il Comune e tutte le liste collegate nei municipi. “Dal Consiglio di Stato un’altra bella notizia per la democrazia. La nostra lista civica cittadina e le liste di tutti i municipi sono state riammesse. Ora la sinistra è in campo al completo”, commenta Fassina.

La ‘Lista civica per Fassina Sindaco’ e la lista ‘Sinistra per Roma-Fassina sindaco’ erano state escluse dalla partecipazione alla competizione elettorale del 5 giugno prossimo nei Municipi di Roma per due ordine di motivi: l’autentica di numerose firme dei sottoscrittori era risultata priva della data; e in alcuni casi i candidati avevano omesso, o quanto meno ritardato, il deposito della corretta dichiarazione prevista dalla cosiddetta ‘Legge Severino’ sulle cause d’incandidabilità.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto di confermare quanto già stabilito nel ricorso principale di Fassina (giudicato nei giorni scorsi e il cui esito ha portato alla sua riammissione a competere nell’elezione a sindaco), ovvero che la mancanza della data nell’autenticazione delle firme dei sottoscrittori delle liste elettorali “non determina la nullità ove risulti che le autenticazioni non siano anteriori al centottantesimo giorno precedente il termine fissato per la presentazione delle candidature”.

Con riferimento all’erroneo deposito delle dichiarazioni non corrette, per il Consiglio di Stato lo stesso “non può assurgere a carenza sostanziale e, dunque, ad effettiva e insanabile carenza delle predette dichiarazioni, ma va qualificato come mera irregolarità formale. In tal caso, l’erroneità della dichiarazione tempestivamente depositata può essere integrata, anche alla stregua del principio del favor partecipationis, configurandola come una mera irregolarità, consentendo la rettificazione, con la presentazione, entro il termine stabilito, di un’attestazione regolare”.

“C’è

un altro vincitore in questa vicenda, ed è la giustizia amministrativa, che in una settimana ha celebrato due gradi di giudizio, e ha pronunciato, sia in primo che in secondo grado, in meno di una settimana – ha commentato l’avvocato Pietro Adami, che ha patrocinato il giudizio insieme con i colleghi Carlo Contaldi la Grotteria, Arturo Salerni e Paolo Pittori – Avere ragione non basta, ci vuole anche un giudice che non solo te la dà, ma te la dà in tempi rapidi”.

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