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19 mag

Comunali Roma, Giachetti rimonta, Meloni più popolare. M5s primo partito

Al netto di imprevedibili scossoni, il sondaggio realizzato da Demos per Repubblica conferma la fotografia scattata in quest’ultimo scorcio di campagna elettorale: a contendersi la poltrona più alta del Campidoglio sono rimasti in tre. Tutti, chi più chi meno, in grado di passare il primo turno, anche se poi al ballottaggio Virginia Raggi risulta imbattibile. Grazie soprattutto alla performance del M5s, che a Roma diventa primo partito con il 32,2%, mentre il Pd arretra pesantemente al 22,3; Fratelli d’Italia si ferma all’8,5; Forza Italia salva il salvabile con il 7,4; la lista civica Marchini soffre al 5,4; la Lega supera a sorpresa il 3.

A fornire la prova del nove sono pure le percentuali sul gradimento degli aspiranti sindaci. Che danno quasi a pari merito Meloni, in testa col 41%, seguita da Raggi (40) e Giachetti (38). Solo che poi la leader di FdI totalizza anche il maggior numero di giudizi negativi (56%), restringendo così il suo margine di recupero in caso di sfida one-to-one il 19 giugno. Al contrario della pentastellata e del democratico, bocciati rispettivamente dal 46 e 47% dei romani, con un fronte di incerti — destinato a pesare sul risultato finale — che oscilla per entrambi tra il 14 e il 15%.

E perciò, secondo l’istituto diretto da Ilvo Diamanti, la grillina è nettamente in testa con il 30,5% dei voti: stima che sembra non risentire dei recenti scivoloni dell’avvocata a 5 stelle, a riprova che a far premio è il voto di protesta, più che il consenso nei suoi confronti. Secondo, ma ben distanziato, il candidato renziano, che gode del traino delle sue molteplici liste, registrando un soddisfacente 24,5%. Terza Giorgia Meloni, che tallona il piddino col 23,1, a meno di un punto e mezzo dall’ingresso al secondo turno.

Chiude la classifica il civico Alfio Marchini, che pare aver pagato l’alleanza con Berlusconi e Storace: l’imprenditore che subito dopo il ritiro di Guido Bertolaso aveva dato l’impressione di poter sommare le sue preferenze (tra il 10 e il 12%) a quelle accreditate all’ex capo della Protezione civile (tra il 7 e l’8), tanto da volare nei sondaggi e insidiare gli sfidanti più diretti, è ora sceso all’11,4. Seguito soltanto da Stefano Fassina di Sinistra Italiana, che nonostante l’incidente sulla compilazione delle liste, poi sanata dal Consiglio di Stato, viaggia poco sopra l’8%. Un risultato — visto l’accaduto — più che lusinghiero.

Interessante a questo punto capire chi tra Raggi, Giachetti e Meloni avrebbe più chance di vincere le elezioni. Stando sempre a Demos, la grillina batterebbe entrambi i competitor, sebbene in misura diversa a seconda di chi si troverà di fronte al ballottaggio. Sul piddino prevarrebbe infatti 54,2 a 45,8. Contro la candidata ex aennina finirebbe 56,7 a

43,3. Se invece dovesse accadere l’impensabile, e a passare il primo turno fossero gli altri due, Giachetti avrebbe la meglio su Meloni di un soffio: 50,4 a 49,6.

Concludendo, sono ancora una volta i dati sul gradimento a spiegare la poco brillante performance di Alfio Marchini: su di lui i giudizi positivi dei romani si fermano al 30%, uguali a quelli di Fassina, mentre i negativi schizzano al 58, con gli indecisi al 12. Pertanto del tutto insufficienti a invertire il trend.

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