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15 mag

Comunali Roma, il programma della Meloni: linea dura per moschee e campi rom

Dal quoziente familiare allo smantellamento dei campi rom passando per un’applicazione reale del criterio di premialità per gli stipendi dei dipendenti alla creazione di una holding di tutte le municipalizzate non quotate in borsa. E anche stop alle moschee abusive. Giorgia Meloni, oggi, ha presentato il programma elettorale, punti già raccontati alla città nelle diverse visite nei territori romani.

“Roma non può essere così sporca e degradata – ha esordito il leader di Fdi – e occorre che ciascuno faccia la sua parte per arrivare all’obiettivo del 75% della raccolta differenziata, chiudendo il ciclo dei rifiuti e rimodulando la Tari solo sull’indifferenziata prodotta”. Lotta alla sporcizia, dunque, ma anche al degrado morale “soprattutto nell’amministrazione con la nomina da parte di un soggetto terzo del responsabile anticorruzione e con corsi specifici per i dipendenti grazie al contributo di Anac”; e ancora, stop a lavori di manutenzione fatti male o al massimo ribasso o in somma urgenza perché “la ditta che sbaglia paga e rifà i lavori a spese proprie”.

Nota dolente è il traffico, che secondo una ricerca recente da gennaio a oggi ha bruciato 31 ore per ogni romano, ma Meloni sbandiera la sua ricetta: “completamento della linea C, tutta, e nuovi prolungamenti delle linee esistenti. Chiusura dell’anello ferroviario e più linee express che corrono in corsie preferenziali vere”. E poi, “chi ha detto che Tor Bella Monaca non può essere bella come Teastevere? Portiamo la bellezza in periferia e anche i palazzi del potere, compreso il Campidoglio; ma prima portiamoci il trasporto pubblico per rispetto dei dipendenti”. Sui campi rom il candidato di centrodestra ribadisce la linea dura e cioè “via campi e baraccopoli indegne di una Nazione civile e stop alle zone franche dove ciascuno fa quello che vuole.

E questo vale anche per il

commercio illegale e per le moschee abusive “perché ne esiste una per ogni municipio, non occorre farsele nel proprio garage”. Punto forte del programma le politiche per la famiglia basate su un aumento degli asilo nido, il quoziente familiare e un voucher da dare direttamente ai cittadini perché possano scegliere liberamente la struttura accreditata che preferiscono. “In questo modo si crea concorrenza e si aumenta la qualità del servizio”.

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