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4 feb

Comunarie Roma 2016, espulsioni di Motta e Caracciolo: “M5S condannato a pagare 30mila euro”

Le espulsioni di Roberto Motta e Antonio Caracciolo durante la corsa alle Comunarie di Roma 2016 erano illegittime e per questo il M5s dovrà anche pagare 30 mila euro di spese legali. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Roma che si è espresso così sul ricorso di Roberto Motta e Antonio Caracciolo, esponenti del M5s. La sentenza, rende noto il legale dei ricorrenti, Lorenzo Borrè, ha anche riconosciuto ai due militanti il loro diritto di elettorato passivo nelle primarie del 2016, da cui erano stati esclusi a seguito delle espulsioni.

Nel dispositivo, spiega il legale, il tribunale conferma inoltre l’esistenza di due distinte associazioni denominate “MoVimento 5 stelle” e le ha condannate entrambe al pagamento delle spese legali che in totale ammontano ad oltre 30 mila euro. Il giudice ha infine riconosciuto la dichiarazione di estinzione parziale del processo relativamente alla posizione di un terzo esponente del M5s, Paolo Palleschi con il quale la questione è stata definita bonariamente grazie ad un accordo transattivo. Palleschi, che ha aderito alla nuova e terza associazione M5s, ha anche partecipato alle ultime parlamentarie ma la sua candidatura non è stata accettata.

“Il tribunale – precisa l’avvocato

Borrè – ha poi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse in ordine alla domanda di annullamento del regolamento del 2014 a causa della sopravvenuta approvazione del nuovo regolamento nel 2016, ma su questo punto i miei assistiti si riservano di appellare”.

“Siamo molto soddisfatti – commenta – nel veder riconosciuta l’illegittimità delle loro espulsioni e, di conserva, della loro esclusione dalle primarie per le comunali di Roma 2016”

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