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18 lug

“Così Springsteen ha dedicato Tom Joad a noi della coop di Monterotondo”

“Ho avuto una richiesta dagli operatori sociali italiani, sempre in prima linea per i lavoratori. Questa è per loro”. Con questa dedica Bruce Springsteen ha dato il via alle note iconiche di “The ghost of Tom Joad”, durante il concerto di sabato scorso al Circo Massimo. Delle parole sussurrate, che per molti avranno significato poco, ma che sono arrivate dritte al cuore degli operatori della cooperativa sociale Folias di Monterotondo.

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Il giorno prima del concerto, infatti, il presidente della coop, Stefano Costantino, era stato all’hotel de Russie, dove alloggiava il boss, per recapitargli una lettera: “È una canzone che ci rappresenta e che descrive bene le fatiche della gente povera – hanno scritto a Springsteen, in una lettera recapitata anche allo staff del rocker – perché ogni giorno lottiamo e lavoriamo per difendere la nostra libertà ed il diritto ad avere una vita dignitosa, ma questa società ha relegato la povertà umana agli ultimi posti dei suoi interessi ed il nostro lavoro è scarsamente riconosciuto e tutelato”. Parole che non hanno lasciato indifferente il cantautore statunitense, che ha così deciso di inserire in scaletta la sua canzone del ’95, mai eseguita dal vivo durante questo tour trionfale che lo sta portando ad esibirsi nelle location più belle del mondo.

Gli operatori di Folias erano tutti insieme al Circo Massimo “e quando ha detto quelle poche ma importanti parole è stato un momento di grande emozione”, racconta Costantino, “perché il mondo delle cooperative sociali è stato infangato dallo scandalo di Mafia Capitale e oggi coop come la nostra sono in crisi totale, rischiamo di chiudere sommersi da tasse e ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Il prossimo step sarà recapitare la stessa lettera a Renzi, per vedere se, in un periodo in cui sta riformando il settore, avrà la stessa sensibilità del Boss”.

Il messaggio diffuso da Springsteen infatti, come la lettera degli operatori di Folias, parlava di un intero settore in crisi, senza riferimenti a una specifica cooperativa. “Già dalle ore subito successive al concerto – racconta ancora Costantino

– abbiamo ricevuto tante telefonate di solidarietà da chi lavora in questo mondo, anch’essi emozionati dalla dedica”. E così, mentre il Circo Massimo era ammutolito dalla bellezza, grazie all’attacco acustico chitarra ed armonica di “The ghost of Tom Joad”, tra la folla quelle parole sussurrate del Boss sono state delle “carezze per le nostre anime di fan e lavoratori”, hanno commentato dopo il concerto gli operatori di Folias.

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