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7 ott

Crollo Virgilio a Roma, il polverone sull’incidente e la richiesta di fondi Miur: “Mai ricevuto nulla”

Tegole, calcinacci e guano. Nel polverone alzato dal crollo del Virgilio si intrecciano responsabilità tecniche e politiche. E dal più classico dei rimpalli tra istituzioni, partito subito dopo l’incidente, emerge con forza un dato: una scuola su tre ha bisogno di manutenzione straordinaria. Lo certifical’Associazione dei presidi di Roma e del Lazio, lanciando un allarme di carattere generale.

Parte invece dal liceo di via Giulia, per poi allargarsi al resto della capitale, il ministero dell’Istruzione. I numeri snocciolati nel pomeriggio dal Miur suonano come un’accusa alla Città Metropolitana governata dalla sindaca Virginia Raggi. All’anagrafe dell’edilizia scolastica non risultano richieste per il finanziamento di interventi di manutenzione, ordinaria o straordinaria, per il Virgilio. All’istituto sono arrivati 42mila euro per l’adeguamento alla normativa anticendio, fondi arrivati attraverso lo sblocco del patto di stabilità. Ma, da parte sua, l’ex Provincia a guida M5S è rimasta ferma. Anzi, non ha considerato la sede del liceo del centro storico tra quelle più a rischio.

“La Città Metropolitana – ricostruisce il ministero – ha fatto domanda per le indagini diagnostiche sui solai, ricevendo 277mila euro per 32 interventi già finanziati, ma il Virgilio non è indicato come prioritario. Tra le 57 scuole candidato, è la 52esima in graduatoria”. Fuori concorso, dunque, nonostante le mura che ospitano gli studenti di uno degli istituti più prestigiosi di Roma abbiano più di 500 anni. Il Virgilio, poi, non figura neanche tra gli 11 istituti per cui la Città Metropolitana ha richiesto fondi alla Regione a fine luglio.

Insomma, uno dei “classici” più noti di Roma, negli ultimi anni è rimasto ai margini. E da ieri è al centro di un giallo. La preside del liceo spiega di aver chiesto per tempo “un doveroso intervento manutentivo”. Il suo alert non deve essere arrivato a destinazione, perso in chissà quale cassetto di Palazzo Valentini. “Non abbiamo avuto segnalazioni “, ribatte a distanza la consigliera M5S Teresa Zotta, che per i grillini si occupa di scuola.

Quel che è certo è che per il Virgilio, al netto di un intervento sui controsoffitti e gli infissi esterni, nessuno ha mosso un dito. Eppure le occasioni, dal 2013 a oggi, non sono mancate: negli ultimi quattro anni la Regione ha reperito e impegnato 203 milioni di euro di fondi statali per le scuole di Roma (nei municipi ne sono arrivati 37,5) e del Lazio.

Stanziamenti non sufficienti secondo la compagine grillina, che al Tavolo per Roma del 17 ottobre porrà anche la questione della manutenzione scolastica: “Abbiamo bisogno dell’attenzione del governo – riprende Zotta – che in questi ultimi anni ha tagliato alla Città Metropolitana oltre 300 milioni di euro. Il dipartimento edilizia scolastica è all’osso: l’organico è stato dimezzato con i recenti trasferimenti di competenze alla Regione”.

Una versione che Luciano Nobili, responsabile delle Città Metropolitane per il Pd, ribalta completamente: “L’ex Provincia di Raggi non ha partecipato ai bandi,

non ha utilizzato i fondi del governo e ha azzerato le risorse, smantellando gli uffici preposti alle scuole superiori. Sintomi di una capitale allo sbando”. Di una città con scuole colabrodo: “Oltre agli interventi straordinari – spiega il presidente dell’Associazione dei presidi Mario Rusconi – servono controlli a cadenza settimanale su infissi, porte, bagni, infiltrazioni d’acqua e intonaci. Si pensa a intervenire solo dopo fatti come quelli del Virgilio”.

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