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27 dic

De Rossi: “Scudetto? Juve favorita, ma la Roma può dire la sua”

ROMA – La sconfitta con la Juve che “ci può stare”, lo scudetto che “è difficile ma non impossibile”, Di Francesco che “ha zittito tutti” e il ‘problema gol‘ che “non esiste”. E’ un Daniele De Rossi lucido e ottimista quello che ai microfoni di Sky Sport parla del momento della Roma e degli ultimi risultati che, tra Coppa Italia e campionato, hanno fatto suonare qualche campanello d’allarme. “Il ko con la Juve ci può stare, loro sono fortissimi, se vincono da 6 anni significa che sono più forti. Basti pensare ai nomi che avevano in panchina, non che i nostri siano scarsi, ma si capisce che hanno una rosa importantissima. Noi abbiamo fatto la nostra partita, meno nel primo tempo ma molto meglio nella ripresa. Ci sta di soffrire la Juve – ammette il capitano -. Credo che il pareggio non sarebbe stato assurdo o rubato. Poteva portarci a vedere questo inizio di anno in maniera diversa”.

PROBLEMA GOL – Così come diversa è sembrata la cattiveria in zona gol delle due squadre, con la Roma che non è riuscita, ancora una volta, ad uscire dall’impasse: “Benatia è un amico ed è un giocatore fortissimo – dice ancora De Rossi -, ma è anche quello che passa la palla a Schick all’ultimo minuto e che in quella circostanza sembra arrendevole. Anche nella palla che do a Florenzi quando colpisce la traversa. Certe palle e certe circostanze si possono leggere in tanti modi, ma farne un discorso di squadra e di mentalità è sbagliato”. Anche perché, secondo De Rossi, la scarsa concretezza sotto porta delle ultime partite “non è un problema grande nè grave perché abbiamo attaccanti forti che torneranno a segnare”. Tra questi Edin Dzeko che ha realizzato un solo gol nelle ultime 14 partite: “E’ un campione assoluto perché anche quando non fa gol aiuta la squadra in un modo incredibile. E’ tra i più forti al mondo, il fatto che la squadra stia segnando e producendo di meno non lo aiuta, ha bisogno di presenza in area, di manovra, di palloni che arrivano dentro. Ma secondo me sta facendo un’ottima stagione”.

DI FRANCESCO – Ottimo è anche lo score di Di Francesco sulla panchina della Roma che, oltre ad aver confezionato il passaggio del turno in Champions, ha 3 punti in più dello Spalletti dello scorso anno dopo 17 giornate: “Potrei parlare semplicemente dei punti: lo scorso anno avevamo un allenatore magnifico e fatto un campionato strepitoso, guardando la classifica con quel maledetto recupero potremmo avere addirittura più punti e basterebbe questo per zittire tutti. Poi abbiamo un’impronta precisa, andiamo a prendere alti sia la Juventus che il Sassuolo”. Filosofia alla base di un gruppo vincente: “Me l’ha insegnato Conte – ammette De Rossi -, è una parola di cui si abusa spesso. Si vince con l’allenamento, si vince fuori dal campo, non si possono basare le ambizioni di una squadra su una partita sola”.

SCUDETTO – Anche perché il campionato è una lunga maratonache, secondo De Rossi, vede Napoli e Juve favorite: “Da due anni dico che secondo me il Napoli è la squadra più accreditata per vincere, mi piace molto come giocano, ma poi la Juve è sempre lì, quindi rimane la favorita, poi un passo dietro metto il Napoli e poi noi, il campionato è lungo, ci sono tanti scontri diretti, nulla è deciso, bisogna andare piano e non fare proclami dopo due vittorie consecutive. Due settimane fa avreste parlato dell’Inter in lotta per lo scudetto… Per quanto ci riguarda questo è un periodo in cui si è perso qualche punto, ma ora abbiamo delle partite da vincere assolutamente per riavvicinarci alle squadre che ci stanno davanti”.

TOTTI – Infine, parole al miele per Totti. “Che effetto fa vederlo nelle vesti dirigenziali? Mi piaceva più da calciatore perché mi faceva vincere le partite – dice De Rossi -. Aveva paura di non ritrovarsi a casa sua, ma si sta ambientando bene anche perché ha un ottimo rapporto con Monchi e ha trovato il suo posto ideale”. Proprio l’ex capitano, in queste ore a Dubai per l’International Sports Conference, oltre a parlare del figlio Cristian oggi in campo contro il Barcellona a Tenerife (“è la prima volta che lo guardo dal computer e un po’ mi ha emozionato. In certi momenti ho rivisto me da piccolo ma spero che lui non senta queste parole”) ha fatto sapere di sentirsi a suo agio nelle nuove vesti e di non voler intraprendere, almeno per ora, la carriera allenatore: “Vedremo, al momento no, deve scattarti qualcosa nella testa. In futuro ci rifletterò. Il calcio di oggi è cambiato, il business ora la fa da padrone. preferivo il calcio di prima. In altri tempi si pensava di più a far crescere i ragazzi. Gli aspetti più romantici sono la fedeltà e l’appartenenza, non il marketing. Ora la mia priorità è promuovere la Roma in tutto il mondo. Le statistiche dicono che uno scudetto vinto a Roma vale 10 scudetti vinti altrove ma sono chiacchiere leggendarie, speriamo che questa Roma possa crescere e migliorare sotto tutti i punti di vista”. Per farlo serve l’unica cosa che Totti dice di invidiare alla Juve: “Lo stadio di proprietà”.