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24 mag

Donna trovata morta a Rieti, la Procura: “Uccisa da un’asfissia per strangolamento”

“Le profonde compressioni rilevate in tutto il collo, le ecchimosi petecchiali e la cianosi al viso appaiono idonee a stabilire con certezza che la giovane donna sia morta per asfissia da strangolamento”. È quanto afferma in una nota il capo della procura di Rieti, Giuseppe Saieva, in merito alle indagini, tuttora in corso, sulla morte di Mariangela Mancini, la 33enne reatina scomparsa il 12 maggio scorso da Borgorose e ritrovata morta, 24 ore dopo, nella frazione di Spedino.

A chiedere con insistenza nuovi accertamenti dopo il ritrovamento del corpo della giovane era stata anche la famiglia. Le escoriazioni e le ecchimosi trovate sul collo della ragazza, infatti, erano incompatibili, a loro dire, con l’ipotesi, circolata in un primo tempo, che la 33enne si fosse tolta la vita ingerendo una parte dell’acido muriatico contenuto nella bottiglia trovata accanto al suo corpo.

“Malgrado la secca smentita di questo ufficio – prosegue la nota della procura reatina -, in ordine alle ipotesi di suicidio di Mariangela Mancini, varie fonti di stampa continuano a prospettare la possibilità che la giovane

possa aver posto fine alla propria esistenza con mezzi chimici o meccanici assolutamente incompatibili, sulla base delle risultanze autoptiche, con la tesi del suicidio per ingestione di sostanza caustica o autostrangolamento. Tali ipotesi – prosegue nella nota il procuratore Saieva – da chiunque formulate, appaiono un maldestro tentativo di distogliere l’attenzione degli inquirenti dall’attività in corso assolutamente inidonee a ritenere ultronee le ulteriori indagini”.

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