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29 gen

Elezioni, big in campo a Roma: ma col paracadute e senza scontri diretti

Trentatré giorni al voto. Un mese o poco più di campagna “sui territori “. Perché col Rosatellum si torna ai collegi e alle sfide dirette tra candidati per un seggio alla Camera o al Senato. Con la chiusura, ieri sera, del termine per presentare le liste, parte ufficialmente la corsa alle elezioni del 4 marzo per il Parlamento. I riflettori sono tutti puntati sui candidati delle Politiche, con il Pd che prova a misurarsi con centrodestra e M5S schierando i suoi big, dal premier Paolo Gentiloni alla ministra della pubblica amministrazione, Marianna Madia, al presidente del partito Matteo Orfini. Tutti si confronteranno in un collegio uninonimale ma tutti sono dotati di ” paracadute” proporzionale.

Fuori Roma, invece, ha deciso di candidarsi Giorgia Meloni che si giocherà il collegio di Latina. In città, all’uninominale, ci sarà una sfilza di candidati che arrivano dai territori, come gli ex presidenti di Municipio Davide Bordoni ( coordinatore di Forza Italia), Cristina Maltese ( Pd) e Pasquale Calzetta ( Forza Italia) o la consigliera di Sel al II Municipio, Giovanna Seddaiu che corre con Liberi e Uguali. Un dato che emerge, però, è che non ci saranno sfide incrociate tra big.

Molte le new entry, soprattutto tra le file dei 5 Stelle che, però, confermano su Roma le candidature di due volti simbolo del Movimento, Carla Ruocco alla Camera e di Paola Taverna al Senato. Anche loro saranno ” riprotette” al proporzionale dove si sfidano le liste trainate dai leader. La Lega, per esempio, candida Matteo Salvini al plurinominale in Lazio 1, l’avvocata Giulia Bongiorno al Lazio 2. Alla Camera, la lista di Fdi sarà

trainata dalla Meloni in Lazio 1.

Ancora incertezze su Forza Italia che ieri, in serata, non aveva ancora diffuso le sue candidature definitive. Del Pd s’è detto: al plurinominale alla Camera ci sono Madia, Orfini e Maria Elena Boschi, al Senato Luigi Zanda, Bruno Astorre e Monica Cirinnà. Liberi e Uguali, invece, schiera come capilista a Palazzo Madama il leader Pietro Grasso. Per la Camera, tra gli altri, Roberto Speranza e Stefano Fassina.

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