Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
11 mar

Emergenza buche a Roma, “strade monitorate dai laser”. Ma il bando è fermo da un anno

Piove sulle buche, su quelle appena coperte e su quelle ancora aperte. Dopo un paio di giorni di tregua, il piano Marshall anti voragini del Campidoglio a trazione grillina deve arrendersi ai capricci del meteo. Il tempo non migliorerà per almeno fino a domani e così sarà un’impresa coprire i crateri che si sono aperti sulle strade di Roma dopo la nevicata del 26 febbraio e le giornate di ghiaccio e temporali a seguire. Stop agli interventi con bitume ” a caldo”, più efficaci e di maggiore durata. Fino a che non rispunterà il sole, alle emergenze più evidenti si risponderà con i sacchetti di asfalto a freddo. ” Interventi che possono reggere al massimo qualche giorno”, spiega un tecnico capitolino.

Quello che non racconta sono i disagi per i romani, specie per chi viaggia in autobus. Ieri lavori per sistemare il manto stradale in via dei Cerchi hanno costretto alla deviazione in via del Circo Massimo i bus delle linee 628 e C3. Caos anche ad Acilia per il 709 e per le tratte 053 e 056 a Roma Est. Con via di Torrenova impraticabile, sono costrette a sforare sul Gra per fare inversione e riprendere la corsa verso Tor Bella Monaca.

Cruda realtà. Mentre al Simu, il dipartimento dei Lavori pubblici del Comune, si sogna una rivoluzione a lungo termine per la grande viabilità capitolina.

Modello autostrade: presto, al massimo due settimane, dovrebbe saltare fuori il nome dell’azienda che si occuperà di sorvegliare la qualità dei lavori di manutenzione e vagliare la qualità della rete stradale di Roma. Al bando da oltre 8 milioni ha partecipato anche l’Anas: l’azienda al 100 per cento dello Stato si occupa della gestione di 26 mila chilometri di strade, ma è all’esordio sul mercato della viabilità locale.

L’obiettivo del Comune è quello di inserire in un unico database lo stato di salute delle più importanti arterie della capitale. Come? Con un sistema simile a quello utilizzato da Google per le sue mappe, ma più complesso. Un unico veicolo con ricognizione laser, videocamere e un navigatore satellitare farà il tour di Roma, per poi inviare i dati dei suoi rilievi a un cervellone in grado di immagazzinare ogni crepa, buca o avvallamento incrociato durante la ricognizione.

Peccato che anche questa gara sia incappata nei soliti mali dell’amministrazione capitolina. L’avviso pubblico per la sua indizione è stato pubblicato l’11 marzo 2017, esattamente un anno fa. Da quel momento è partito un lunghissimo calvario di lungaggini e rinvii. Tre consecutivi: il primo è arrivato il 15 marzo, il secondo il 3 aprile e il terzo il 10 aprile. La convocazione per la prima seduta pubblica della procedura è arrivata soltanto il 22 maggio. Mentre il presidente della commissione giudicatrice è stato nominato soltanto un mese più tardi. A fine dicembre è stato approvato il verbale di apertura delle offerte e lì è venuto allo scoperto l’interesse di Anac per le strade di Roma. Poi il buio.

Manca ancora il passo finale, l’aggiudicazione. Solo da quel momento in poi Roma potrà dotarsi di un sistema di rilevazione che gli permetta di giudicare lo stato dell’asfalto

con precisione, di pianificare gli interventi. Dando peraltro continuità a un lavoro già iniziato in era Marino, nel 2015, con un bando simile. La gara divideva la manutenzione dalla sorveglianza, affidandole a ditte diverse. Per gestire con trasparenza gli appalti pubblici. Tema caro all’amministrazione M5S. Che, però, fatica a chiudere un bando che ha già compiuto il suo primo anno di vita. Per fermare una rivoluzione a volte bastano i tempi della burocrazia.

es_ES
it_IT
en_US