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7 mag

Emergenza rifiuti, la sfida di Renzi: “Puliamo noi Roma” M5S: “Ci dia i soldi”

“Domenica andiamo a pulire questa città, una delle più sporche d’Italia”. Più volte, in passato, si era parlato di un Matteo Renzi mentalmente lontano dalla capitale, poco avvezzo ad occuparsi delle beghe della città dove il Pd era andato a sbattere: prima con la traumatica conclusione dell’esperienza di Ignazio Marino, poi con la sconfitta alle Comunali di un anno fa. Ora il neo segretario del Pd, incoronato ieri dall’assemblea dei Dem, decide di scendere in campo personalmente. Lo fa dal palco della convention post-primarie e lo fa su un doppio fronte: esterno, contro Virginia Raggi e la sua amministrazione, e interno, per far capire anche dentro il Pd che ora “tira un’aria nuova”. Per questo mutua dal Pd di Milano il simbolo: le magliette gialle, il marchio dei volontari Dem che le utilizzarono ripulire i muri del capoluogo lombardo e furono ribattezzati “popolo delle spugnette”.

“Prendiamo le magliette gialle – ha detto ieri Renzi – e puliamola. Andiamo a dimostrare che qualcuno parla e noi le cose le facciamo “. Una frase che sembra aprire una fase nuova nell’opposizione alla giunta M5S e punta soprattutto su una delle questioni più calde di sempre: l’emergenza rifiuti che, in questi giorni, è riesplosa in città con cassonetti stracolmi in varie zone. La risposta della giunta Raggi arriva per bocca dell’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari: “Sarebbe bene che il governo invece desse alla città le decine di milioni di euro che ancora le deve per sviluppare la raccolta differenziata “. Per Montanari, inoltre, l’iniziativa di Renzi e del Pd non avrà grande successo, perché domenica prossima “il segretario Pd troverà la città già pulita”.

La polemica, insomma, è destinata a trascinarsi anche per i prossimi giorni, con gli esponenti di punta del M5S che attaccano: “Renzi pensa di ripulire in un giorno 20 anni di malagestione dei rifiuti che il suo Pd e la destra hanno lasciato in eredità ai romani? “, affermano i capigruppo di Camera e Senato del Movimento, Roberto Fico e Carlo Martelli. Luigi Di Maio accusa l’ex premier di avere “la solita faccia tosta che non cambia mai: prima ci hanno lasciato una città in condizioni pietose e ora vogliono farci lo spot con la Ramazza”. E mentre Fdi in Campidoglio chiede un (nuovo) consiglio straordinario proprio sulla questione rifiuti, i Radicali bacchettano il Pd: “Vorremmo far notare a Renzi – scrivono Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli – che per risolvere il problema rifiuti il Pd dispone di strumenti più efficaci rispetto all’idea di esortare i cittadini a mettersi la maglietta gialla e a provvedere a pulirla personalmente. Il Pd infatti ha 8 rappresentanti in Assemblea capitolina attraverso i quali avrebbe il dovere e la responsabilità di esercitare il ruolo di opposizione che fino ad oggi non è stato in grado di svolgere”.

Uno scossone al partito nel giorno in cui Renzi ha annunciato i nuovi nomi della direzione del Pd. In un delicato gioco di equilibri tra correnti entrano diversi esponenti romani. Tra questi il nome più sorprendente è Goffredo Bettini per la mozione di Andrea Orlando,

rimasto escluso dopo 16 anni dall’Assemblea del partito. In direzione ci sono anche Michele Di Biase, Roberto Morassut, Roberto Giachetti, Enrico Gasbarra, Michela Campana, Claudio Mancini, Marco Miccoli e ben due esponenti del circolo Pd Eur, quello “sponsorizzato” dalla sottosegretaria Maria Elena Boschi. In direzione ci saranno la segretaria Patrizia Prestipino ed Erica Roic, quest’ultima 23 anni, nella quota dei 20 under 30 voluti da Renzi per svecchiare il partito.

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