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2 May

Caos trasporti disagi in periferia Roma Tpl sciopera venerdì bus fermi

BUS a singhiozzo nelle periferie. I disagi, almeno ieri, sono stati contenuti. Ma l’incubo per i cittadini è che si ripeta ancora una volta il blocco totale del trasporto pubblico dello scorso inverno, quando lo sciopero dei mezzi di Roma Tpl portò allo stop dei collegamenti tra il centro e la periferia della città.

I lavoratori sono di nuovo sul piede di guerra: in 1.800 da due mesi non ricevono lo stipendio. Un dramma per le famiglie degli autisti che si ritrovano a non poter pagare mutui o più semplicemente a non riuscire a fare la spesa. Una bomba ad orologeria pronta ad esplodere se la vertenza non dovesse risolversi. In attesa dello sciopero di venerdì 6 maggio (mezzi fermi dalle 8.30 alle 12.30), ieri erano previste assemblee nei depositi di via Raffaele Costi e via della Maglianella oltre al blocco dei bus. I lavoratori, però, hanno aderito all’appello dell’azienda di non lasciare a piedi i romani, ma il servizio è stato comunque molto rallentato. “Il 60% dei mezzi – dice Paolo Ventura, segretario di Fast Ferrovie Confsal – è rimasto fermo in deposito”. L’Agenzia per la mobilità conferma disagi, ma non ha dati ufficiali sulle ripercussioni dell’agitazione.

Lancia però l’allarme il minisindaco del municipio XIV, Valerio Barletta: “Sono iniziati i primi disagi a Roma nord. Oggi la zona di Monte Mario alta è praticamente rimasta senza collegamenti bus, in quanto diverse vetture non sono uscite. Occorre trovare una soluzione stabile che dia certezza del pagamento degli stipendi ai lavoratori, garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini, in particolare in periferia. Ricordo, infatti, che gli ultimi forti disagi legati alla vertenza di questi lavoratori risalgono solo all’inverno scorso quando per circa 10 giorni

abbiamo assistito al blocco totale del trasporto in periferia”.

Roma Tpl gestisce 104 linee periferiche. Un consorzio privato che non riesce più a garantire il pagamento degli stipendi per il mancato trasferimento dei fondi dal Comune all’azienda che gestisce il 25% delle linee di superficie della Capitale. Per provare a sbrigliare le maglie di una situazione che rischia di diventare esplosiva, ieri in prefettura è stato convocato un tavolo istituzionale.

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