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19 may

Roma batte Boston: la Nuvola si aggiudica il primo congresso

Ci sono luci e ombre sul polo congressuale romano. Così mentre l’avveniristica Nuvola si aggiudica il primo meeting internazionale di medicina e va dritta verso il taglio del nastro nella seconda metà del 2016, la Fiera di Roma – che naviga in cattive acque – rischia di vedere naufragare l’appuntamento mondiale di cardiologia di fine agosto con 35mila delegati. Il business è d’oro. E Roma punta molto su questo tipo di turismo che, secondo uno studio della Camera di Commercio, può valere fino a 500 milioni di euro l’anno. Il primo passo è stato fatto: la Capitale ha battuto Boston e ha vinto la gara per ospitare Icses 2022 (International Congress of Shoulder & Elbow Surgery), il congresso internazionale di chirurgia della spalla e del gomito che si terrà all’Eur nel maggio 2022. Un evento da oltre tremila partecipanti provenienti da tutto il mondo. La candidatura è stata preparata con dovizia di particolari dal Sales & Marketing Team di Aim Group International dal 2014 e alla giuria è stata presentata La Nuvola da ottomila posti con un video in 3D che faceva vivere gli spazi anche se non ancora completati.

«Questo grande evento internazionale – spiega Enrico Pazzali, ad di Eur spa – dimostra quello che abbiamo sempre saputo: in presenza di una struttura adeguata per capienza, versatilità, livello dei servizi e appeal, quale è il centro congressi «La Nuvola», Roma viene a rappresentare una destinazione tra le più attraenti nel mercato internazionale, un asset strategico per l’industria turistica italiana». Il core business dell’Eur sono ormai i congressi e con la nuova Fiera, lungo l’asse che porta al mare, si vuole creare uno dei poli più grandi. Ma se dopo 16 anni la Nuvola è diventata una certezza, la maxi struttura sulla Roma-Fiumicino rischia il default. Il Tar non ha accolto il ricorso presentato dagli azionisti di Fiera che chiedevano la nomina di un commissario per firmare la delibera comunale necessaria a vendere la vecchia sede sulla Colombo per pagare il debito di 180 milioni con Unicredit e salvare la Fiera. «Si sa almeno da dieci anni che bisogna fare questa delibera sulla valorizzazione della ex fiera di Roma – ribadisce Maurizio Stirpe di Unindustria – nessuno ha avuto il coraggio e la volontà di volerla fare. Si sapeva benissimo che c’era un mutuo e la sua capacità di restituzione si basava sulla vendita di un asset fondamentale

che era quello della vecchia fiera. Di fronte a un problema di questo genere, nessuno si è assunto la responsabilità di dare seguito a questo progetto. Spero che la prossima amministrazione comunale ci metta le mani. Anzi, sarà obbligata a farlo e sarà uno dei primi capitoli da affrontare». L’obiettivo è salvare la Fiera e rivedere la sua mission «perché – conclude Stirpe – deve ritagliarsi il suo spazio in questo scenario».

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