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26 may

Roma, in via Portuense raddoppia il sottopasso ferroviario. Previsti anche nuovi collegamenti

Il raddoppio viario del sottopasso ferroviario di via Portuense, atteso da quarant’anni e che verrà concluso a luglio, un nuovo mezzo pubblico di collegamento con Marconi e Ostiense e la valorizzazione dei reperti ritrovati durante le indagini archeologiche effettuate nel cantiere. Con piantine di ogni epoca, carte di ritrovamenti a partire dagli anni ottanta e mappe all’avanguardia, il soprintendente Francesco Prosperetti e il presidente dell’XI municipio, Maurizio Veloccia, hanno dato il via all’ultima fase dei lavori per l’allargamento della carreggiata. Con lo sblocco dei finanziamenti del Comune, nel 2014 erano ripartiti i lavori, che erano stati fermi per oltre due anni. Ma considerato il valore dei ritrovamenti archeologici – tra cui terme maschili e femminili, una stazione di posta per il confronto dei viaggiatori, cave di tufo, oggetti per la cura della donna, una cisterna alta oltre due metri coi muri foderati in cocciopesto e un tratto della via Campana – gli scavi sono duranti più del previsto e la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica Centrale di Roma ha aggiunto un finanziamento ad hoc per il completamento delle indagini.

«Un nodo stradale di prima importanza già in epoca antica – esordisce il soprintendente Prosperetti – e che tornerà a essere tale», come ha spiegato meglio il minisindaco Veloccia: «Sarà istituita una nuova linea circolare a servizio del settore Portuense per la realizzazione di un collegamento più diretto e veloce con piazzale Ostiense, piazzale dei Partigiani e quindi con le linee metro B e la Roma-Lido». Quanto ai reperti, se una parte verrà interrata – «sarà garantita la sua conservazione», specifica Prosperetti – alcuni elementi e parti dell’ambiente termale sono stati asportati, insieme a grandi mosaici a motivi geometrici con tessere bianche e nere, e ora saranno restaurati in attesa di essere rimontati in un luogo idoneo.

La valorizzazione, però, non finisce qui. Saranno installati pannelli illustrativi degli scavi archeologici effettuati nell’area dove è previsto il marciapiede, in più la Soprintendenza sta dialogando con l’Eni, sul cui terreno poggiano un tratto della via Campana e la cisterna, oggi ancora visibili e che non saranno interessati dall’allargamento stradale. L’intenzione è quella di inserire questa nuova area all’interno della Rete dei siti storici e archeologici del municipio, creata nel 2014 e che comprende 15 luoghi tra cui le affascinanti Catacombe di Generosa, Forte Portuense e

Drugstore, il Castello della Magliana, la Necropoli di Vigna pia, Santa Passera e il Tempio degli Arvali. Infine Prosperetti, a chi si preoccupa di non poter più vedere quanto sarà ora interrato (a luglio 2014 il cantiere era stato aperto al pubblico con visite a cadenza giornaliera) risponde: «Abbiamo fatto studi iper tecnologici: addirittura – svela – un domani potremmo ricostruire in scala il sito grazie a un sistema laser 3D con cui abbiamo mappato gli scavi». ?

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