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26 may

Roma, undici cent a metro quadro: stand sul Tevere. Il canone è low cost

Siamo nell’ordine dei cent. Undici per la precisione al metro quadrato. E al giorno. Tanto è il canone demaniale che la manifestazione “Teverestate” paga per piazzare oltre un ettaro di gazebo lungo le banchine del fiume. Attività per lo più commerciali, considerato che sulla base dell’accordo con la Sovrintendenza solo il 30% deve essere dedicato alla cultura. La tariffa è stata stabilita dal nuovo regolamento della Regione Lazio che, nel 2014, ha corretto i canoni. Al rialzo. Nonostante le proteste e le polemiche di associazioni, cooperative e commercianti, la Pisana ha revisionato il vecchio canone del 2010 che prevedeva tariffe tra 1 e 3 euro al metro quadrato all’anno passandole a 41,67 euro al metro quadrato all’anno. Prezzi che valgono per tutte le banchine di fiumi e laghi del Lazio, non solo per il Tevere che scorre nel centro di Roma e che sicuramente è il più appetibile dal punto di vista commerciale. E in Regione assicurano che entro la fine del mandato Zingaretti puntano ad aumentarle ancora.

“Le banchine del Tevere – spiega Nathalie Naim, consigliera del municipio I – dovrebbero, secondo il piano regolatore, essere adibite solo a fini culturali, ben vengano iniziative come l’opera di Kentridge, come il teatro, come l’arte. Invece alcuni concessionari allestiscono ogni anno numerose attività commerciali pagando una tariffa irrisoria rispetto all’altissimo valore di questi spazi pubblici situati nel cuore della città che hanno un affaccio sull’acqua e un paesaggio mozzafiato. Con tutti i sacrifici che si chiedono ai cittadini per mancanza di denaro, i servizi essenziali che non funzionano, le strade piene di buche, non capisco perché non si faccia pagare il giusto prezzo per questo bene pubblico”.

L’evento “Teverestate”, finito al centro dell’attenzione perché con i suoi gazebo oscurava il graffito di William Kentridge (oggi il tavolo congiunto Comune-Soprintendenza-concessionari deciderà come rimodulare gli stand per lasciare spazio all’opera dell’artista sudafricano), paga 15.186 euro per 4 mesi di manifestazione e occupa 13mila metri quadrati di banchine. A conti fatti 122 euro al giorno, che porta ad uno zero virgola al metro quadrato al giorno. “Questo è solo il canone demaniale – replicano dalla XIII società cooperativa onlus – abbiamo poi molte altre spese come l’allestimento della manifestazione, la fornitura di energia elettrica, l’Ama, la vigilanza e tutti i servizi necessari per organizzare un evento così complesso. Il ventaglio di spese è molto elevato, l’occupazione è solo una minima parte”. Il business, però, non è in perdita: basta una cena con 4 persone per ripagare il

canone giornaliero. E tra serate di musica disco, cocktail e cibo non proprio low cost, l’investimento è certamente ripagato, soprattutto perché di “commerciale” è pieno quel tratto che dal Ponte Sisto arriva fino a Ponte Principe Amedeo Savoia Aosta. “C’è anche cultura – sostengono dalla cooperativa La Tredicesima – quest’anno ad esempio allestiremo un villaggio del jazz in collaborazione con il Cotton Club e il Gregory’s”.

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