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5 lug

Estate romana in agonia stop piroette nel parco salta Invito alla danza

“IL tempo della rabbia è passato. C’è spazio solo per l’amarezza”, confida Marina Michetti di Invito alla danza. Quella per un bando comunale sui “Festival 2016” che ha sacrificato le rassegne storiche, fatte fuori dai finanziamenti, seppur esigui, dell’Estate Romana. Dopo l’addio di All’Ombra del Colosseo, il recupero “in corner” de I Concerti nel parco che saranno ospitati alla Casa del Jazz, stavolta è il balletto a eseguire l’ultima piroetta e ad abbandonare il palcoscenico. In realtà, quest’anno, Invito alla Danza oltre ad essere fuori per la prima volta dopo 26 anni dai finanziamenti capitolini, non ce l’ha neanche un palco.

“Il 27 giugno – si sfoga Michetti – ad una settimana dall’inizio della programmazioni scopriamo che non abbiamo avuto un euro. Il bando è sempre stato fatto in ritardo, ma mai così. Siamo l’unico evento dedicato alla danza, senza di noi il balletto sparisce dalla scena romana”. I fondi tra i 16 e 40mila euro sono stati distribuiti a 17 eventi, ma ben più grave è il fatto che tutti lo hanno saputo a pochi giorni dall’inaugurazione. Ormai quella dell’Estate romana per chi fa cultura a Roma sembra diventata una via crucis. “Potevano non farlo proprio il bando – continua l’organizzatrice – Ti danno più punteggio se hai almeno una prima nazionale, io ne faccio ben quattro. Ho étoile, non credo si possa contestare la qualità del festival. Mi danno il bollino ma non il contributo. Me lo potevano dire prima che la danza doveva sparire, così la nostra credibilità è fortemente minata: ho pagato i voli per gli artisti, ho stampato i flyer e stavo per organizzare la conferenza stampa per il balletto con Carla Fracci. Ma perché Roma deve fare a meno di tutto questo?”.

Non è meno sconvolto Beppe Menegatti, marito della Fracci: “Non ci sono parole per commentare situazioni di questo genere, c’è una specie di accanimento da parte di persone incompetenti di fronte a delle manifestazioni che hanno una loro solidità e importanza. Tutto questo avvilisce e preoccupa. Doveva esserci il balletto “Shéhérazade e le mille e una notte”, non si farà a Roma, ma a Siracusa. Sicuramente avrebbe arricchito il panorama un po’ smilzo della danza in città”.

Anche chi è riuscito ad avere 20mila di euro di fondi, come la rassegna I Solisti del Teatro è comunque amareggiato da come è stato gestito il bando dall’amministrazione commissariale di Francesco Paolo Tronca. Il grande assente è stato un assessore alla Cultura.

“Hanno fatto una gara per eliminarci – ammette Carmen Pignataro de I Solisti del Teatro – Molti degli artisti mi hanno chiamato per capire cosa stesse succedendo. Io darò un cachet bassissimo, farò tutto a incasso e probabilmente ci rimetterò personalmente. D’altronde dalla gara

si capiva che ci avrebbero fatto fuori, con un po’ pù di coraggio si doveva decidere di non partecipare. Era da dire: “Tenetevi questa elemosina”. Poi lo ripeto, siamo disposti ad autofinanziarci, ma il Comune ci deve dare la sicurezza di uno spazio”. Tutti aspettano il nuovo assessore, Luca Bergamo.Intanto Invito alla Danza si aggrappa alla speranza dei fondi di Mibact e di Regione. L’ultima possibilità prima di abbassare davvero il sipario dopo 26 anni.

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