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14 mar

Europa League, Dinamo Kiev-Lazio 0-2: Leiva e De Vrj portano i biancocelesti ai quarti

OMA – E’ la Lazio la prima squadra in Europa a vincere quest’anno sul campo della Dinamo Kiev. Un successo (2-0) prestigioso, per chi ama questi primati, come in campionato, allo Juventus Stadium, ma soprattutto si tratta di una vittoria larga, ben più dei due gol di scarto. Ne ha sbagliati tanti, di gol, la squadra di Inzaghi, più forte però anche delle dicerie e dei luoghi comuni. Stavolta chi sbaglia il gol non lo subisce: Strakosha non è mai stato chiamato in causa. Dunque l’Eurosfida tra Roma e Ucraina finisce con un netto cappotto. E la Lazio, dopo il 2-2 dell’andata, si prende i quarti.

Inzaghi vuole subito la personalità mancata all’Olimpico. E l’atteggiamento dei suoi, fin dal fischio d’inizio, è risoluto. Pochi istanti e sembra di vedere lo stesso match di andata, con la Lazio a dettare il gioco e gli ucraini tutti dietro la linea del pallone. Dice l’enigmistica: trova le differenze. Ci sono e sono notevoli. Sui lati, Patric e Lulic dettano legge, in mezzo, Luis Alberto supporta in regia Lucas Leiva e il giro palla ne giova in ritmo e efficacia; ma soprattutto la difesa, diretta da De Vrij e con un Radu eccellente (e dire che poco prima del via aveva la febbre), gioca altissima, di fatto è un’appendice del reparto di centrocampo. Non ci sono indugi come all’andata, e così la Dinamo, conferma qualche invidiualità, leggi Tsygankov, ma è un corpo estraneo: almeno dalla cintola in su.

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Quarti di finale, arriviamooo ??#CMonEagles ?? pic.twitter.com/w9suvsiJDE

— S.S.Lazio (@OfficialSSLazio) 15 marzo 2018

Già al 9′ si registra la prima vera occasione: lancio in verticale per Immobile, uscita dissennata di Boyko, saltato dal centravanti che trova la spaccata di Kadar a negargli il vantaggio. Bisogna stare attenti a questa Dinamo sorniona che sta molto coperta e riparte, prova ne è una splendida azione di rimessa, stop a seguire perfetto di Tsygankov, poi Besedin, cui De Vrij fa sentire il fisico. Punizione senza esito.

Il gol arriva dopo 23′ per premiare la supremazia marcata. Un angolo che Luis Alberto dipinge per l’inserimento puntuale di Lucas Leiva che anticipa tutti di testa e infila Boyko.

La reazione ucraina si esaurisce in un’incredibile ingenuità di Lulic che si fa rubare palla in scivolata da Besedin, appena fuori dall’area di Strakosha. Il tiro non è immediato e Tsygankov, servito a rimorchio, alza la conclusione.

Uno scampato pericolo che ha effetto terapeutico: la Lazio torna a spingere come sullo 0 a 0 e costruisce diverse occasioni per raddoppiare. Un tiro in porta direttamente da angolo di Luis Alberto respinto a pugni da Boyko, poi due duelli ravvicinati tra lo stesso portiere e Immobile, vinti dal primo. Sul secondo, in realtà, registriamo le proteste ospiti. Il portiere stoppa come fosse un cestista il tentato pallonetto di Immobile, al limite dell’area di rigore, uscita spericolata per evitare guai. Tocca con le mani, dentro o fuori area? Per la terna no. Le immagini tv non sciolgono le riserve.

Prima del riposo, Khatskhevitch deve far fronte a un’altra tegola: Kadar, il migliore della sua difesa, si fa male e deve lasciare spazio al giovane emergente Shabanov. Che si presenta addirittura con un tiro dal limite, ribattuto.

Al riposo, la Lazio domina. E se si vuole trovare il pelo nell’uovo, non la chiude. E’ un ritornello che i romani si portano in campo anche nella ripresa. Che si apre con una sfuriata, diciamo così, della Dinamo, forse strigliata dall’allenatore, che dopo 4′ produce una deviazione di testa del centravanti Besedin, che colpisce da centro area ma la mette molto larga. La replica arriva subito. Patric si avventa su una cortissima respinta di Boyko, ma sotto porta alza clamorisamente la palla del 2 a 0.

La Lazio riesce tuttavia a tenere gli ucraini lontani dalla zona pericolosa. Una punizione di Luis Alberto sibila non distante dall’incrocio dei pali, Immobile prima scivola al momento del tiro su assist di Felipe Anderson, poi cicca una scucchiaiata di Parolo che l’aveva liberato in area. Inzaghi cambia i due esterni per continuare a dettare i tempi sulle due fasce su cui la Lazio domina. Anderson calcia su Boyko da posizione defilata, il tempo passa ma nonostante la chiara superiorità, la Lazio ancora non la chiude. La Dinamo è come all’andata un moscone fastidioso, Tsygankov prima e il subentrato Gonzalez poi sfiorano l’incrocio dei pali da fuori. Entra pure l’esperto Mbokani, ma gira a vuoto.

A otto dalla fine arriva il sospirato 2 a 0, propiziato dal solito “Goya dei corner”: la pennellata di Luis Alberto stavolta premia l’incornata del connazionale Felipe Luis, la deviazione finisce sul secondo palo dove è appostato De Vrij che in spaccata ravvicinata fa 2 a 0. Finale con qualche fallo di frustrazione dei padroni di casa.

La missione è compiuta. Non c’è scivolone per la Lazio. O meglio, il solo capitombolo è di Inzaghi, sulla pista di atletica dello stadio ucraino: per eccesso di esultanza.

Dinamo Kiev-Lazio 0-2 (0-1)

Dinamo Kiev (4-2-3-1): Boyko, Kedziora, Burda, Kadar (45′ pt Shabanov), Pivaric, Shepeliev, Buyalskiy, Morozyuk (12′ st Gonzalez), Junior Moraes, Tsygankov, Besedin (25′ st Mbokani). (72 Rudko, 34 Khacheridi, 40 Shaparenko, 46 Alibekov). All.: Aliaksandr.

Lazio (3-5-1-1): Strakosha, Luiz Felipe, De Vrij, Radu, Patric (27′ st Marusic), Parolo, Lucas Leiva, Luis Alberto, Lulic (24′ st Lukaku), Felipe Anderson, Immobile (37′ st Caicedo). (23 Guerrieri, 7 Nani, 15 Bastos, 96 Murgia). All.: S.Inzaghi

Arbitro: Gil Manzano (Spagna)

Reti: nel pt 23′ Lucas Leiva; nel st 38′ De Vrij Angoli: 7-4 per la Lazio

Recupero: 3′ e 4′

Ammoniti: Luiz Felipe, Junior Moraes, Shabanov, Buyalskiy per gioco scorretto

Spettatori: 52.639

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