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25 set

Furti nella scuola e terremoto, la solidarietà e il teatro uniscono Fiumicino e Amatrice

C’è chi sostiene che con la cultura non si mangi. Sicuramente può essere un mezzo utile per ripartire e per ricostruire dopo che quasi tutto ti è stato tolto. È il teatro l’anello di congiunzione tra le vicende di due scuole di Maccarese, nel comune di Fiumicino (l’Istituto superiore “Leonardo Da Vinci” e la media “San Giorgio”), e la scuola di Amatrice, il paese in provincia di Rieti devastato dal terremoto del 24 agosto scorso. Due storie, apparentemente sconnesse, che si intersecano nel quadrante della solidarietà. Tutto comincia da un furto.

La vicenda. Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo nelle due scuole vengono rubati 35 tra computer, tablet, lavagne interattive e stampanti, per un danno che si aggira intorno ai 20mila euro. Gli studenti, gli insegnanti e la preside del Da Vinci Antonella Maucioni non si danno per vinti e si adoperano per reperire il denaro necessario per ricomprare gli strumenti utili alla didattica. Puntano sulla tradizione teatrale dedicata alla storia degli anni dell’Occupazione, attività all’occhiello dell’Istituto laziale, organizzando rassegne e rappresentazioni.

Da maggio sono stati messi in scena spettacoli di “teatro civile” legati alla barbarie della Seconda Guerra mondiale: è stato portato sul palco il ricordo di Salvo D’Acquisto, la vergogna di Auschwitz, la strage di Sant’Anna di Stazzema.

La solidarietà agli studenti terremotati. Un impegno che dai contenuti si è spostato ai fatti. Dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia, gli studenti hanno deciso di devolvere parte del ricavato alla scuola di Amatrice. “Fare scuola non significa soltanto promuovere l’istruzione – spiega la preside Maucioni -, ma anche offrire opportunità di conoscenza e confronto sui fatti che accadono nel mondo e su quelli del passato. E pazienza – conclude commentando la donazione – se la scuola comprerà i computer con ritardo, i ragazzi hanno appreso il valore della condivisione. È una lezione molto più importante”.

Il programma. Dopo “La foto del carabiniere” (autore e interprete Claudio Boccaccini), ispirato alla figura di Salvo D’Acquisto, il vicebrigadiere ucciso il 23 settembre 1943 nel tentativo di salvare un gruppo di civili dal rastrellamento dei soldati nazisti, il 30 settembre

sarà la volta di “Scalpiccii sotto i platani” (autrice e protagonista Elisabetta Salvatori), rievocazione dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. La rassegna “Sulle tracce della memoria” si chiuderà il 7 ottobre con il “Viaggio all’inferno” di Giovanni Anfuso, con Liliana Randi, che richiama alle atrocità avvenute nel campo di concentramento di Auschwitz.

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