Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
14 mar

Gaeta, peschereccio riporta in superficie due enormi anfore

Recuperate al largo di Gaeta, nel sud della provincia di Latina, due anfore romane di enormi dimensioni. A imbattersi in quei reperti, rimasti intatti nelle profondità marine nel corso dei secoli, è stato il peschereccio “Attila II”, che ha a quel punto fatto subito rientro al porticciolo della Peschiera, consegnando le anfore alla Capitaneria. Informata del ritrovamento anche la Soprintendenza, sulla banchina si è radunata una piccola folla, che ha assistito allo sbarco delle anfore, operazione compiuta con la massima attenzione per evitare di danneggiarle. “Eravamo impegnati in una battuta di pesca a strascico tra l’isola di Ventotene e Gaeta – racconta il comandante dell’Attila II, Giacomo Spinosa – dove c’è un fondale di 230-240 metri, quando abbiamo avuto la sensazione che il peschereccio venisse frenato. Abbiamo capito subito di aver agganciato qualcosa e pian piano, fermati gli argani, abbiamo tirato su le anfore, portandole poi a Gaeta”. E non è neppure la prima volta che il comandante Spinosa fa un ritrovamento del genere. “Era già successo – ricorda il comandante – trenta anni fa e quella volta l’anfora era anche più grande. In quella zona passano poche barche. Oggi, per recuperare quei reperti, abbiamo dovuto abbandonare tutto il pescato, ma sono felice di aver fatto qualcosa per Gaeta”. Pare si tratti di due grandi contenitori per derrate alimentari, di circa due metri, quelli che i latini chiamano dolia. La rotta del peschereccio, secondo gli esperti, potrebbe aver incrociato una di quelle navi onerarie che, ripercorrendo anche i tragitti dei fenici, trasportavano tra i vari porti del Mediterraneo olio e vino conservati appunto in dolia. “Il Tirreno rappresenta una delle autostrade del mare ininterrottamente utilizzate dall’età preistorica fino al pieno medioevo – dichiara l’esperto storico Dante Sacco del progetto Summa Ocre. Il ritrovamento nel Golfo di Gaeta ci da piena conferma di tali considerazioni”. (di CLEMENTE PISTILLI foto PEPPE MIELE)

es_ES
it_IT
en_US