Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
27 gen

Gentiloni, Orfini, Boschi: a Roma il Pd schiera i big e cancella le minoranze

“Una cosa del genere, io non l’avevo mai vista”. Il deputato della minoranza dem ( ricandidato in un collegio “tutto in salita”) chiede l’anonimato prima di raccontare le 48 ore più tormentate per il Partito democratico. Le liste per le Politiche, licenziate con un voto della direzione ( assente per protesta la minoranza che lamenta di essere stata penalizzata) alle 4 di ieri notte, sono state pubblicate soltato ieri sera alle 21 dopo un certosino lavoro di composizione. E le sorprese, anche per il Lazio, non mancano.

Prima i presenti: Paolo Gentiloni, come annunciato, sarà candidato a Roma centro nell’uninominale. Marianna Madia, ministra della Pubblica amministrazione, se la dovrà vedere nel collegio che comprende Parioli, Trieste e Salario. Matteo Orfini, presidente del partito e già commissario romano dei dem, correrà in periferia, a Roma est, tra Centocelle, Prenestino e Torre Angela.

Le sorprese arrivano al proporzionale, dove i collegi sono più ampi e ricomprendono in parte quelli dell’uninominale. Qui, nel primo la capolista è la Madia. Alle sue spalle il ” turborenziano” Luciano Nobili. Un seggio scatterà anche per l’altro fedelissimo del segretario, Michele Anzaldi, terzo dopo Orfini e Madia nel secondo collegio. Nel terzo, quello di Roma sud (che comprende anche comuni come Guidonia, Pomezia, Velletri e Marino), la capolista sarà Maria Elena Boschi. Dietro la sottosegretaria ( candidata all’uninominale a Bolzano) spazio agli ex ds Roberto Morassut e Micaela Campana, vicina al vicesegretario dem Maurizio Martina, che blinda il suo ritorno a Montecitorio dopo la bufera che aveva provocato il suo sms inviato a Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative di Mafia capitale, salutato con un affettuoso ” bacio grande capo”.

Campana non è stata indagata in quell’inchiesta ma i suoi ” non ricordo ” durante la testimonianza in aula hanno convinto il giudice a inviare gli atti alla procura affinché valuti l’ipotesi di falsa testimonianza. Blindata è anche la candidatura di due ex consiglieri regionali che, a fine settembre, sono stati rinviati a giudizio per la vicenda dei rimborsi elettorali alla Pisana nella consiliatura Polverini: si tratta dell’orfiniano Claudio Mancini (capolista a Frosinone e Latina) e di Bruno Astorre, macchina da voti, candidato al plurinominale al Senato a Viterbo. Sempre a Palazzo Madama, al proporzionale ci sarà l’ex capogruppo Dem Luigi Zanda, mentre in centro, all’uninominale, ci sarà la leader radicale Emma Bonino. Sempre per i radicali, Riccardo Magi, il segretario, se la dovrà vedere all’uninominale per Montecitorio nel quartiere Gianicolense. Un collegio non sicuro in cui avrebbe voluto correre anche Roberto Giachetti. Aveva chiesto lui di potersi misurare sul territorio ” senza paracadute ” . Alla fine ha prevalso la ” ragine di partito” e Giachetti ( che con le sue 4 legislature alle spalle, per correre ha ottenuto una deroga) correrà in Toscana.

Ampio il capitolo degli assenti, praticamente tutti della minoranza, a partire da Gianni Cuperlo. Sempre eletto a Roma. spedito invece a Sassuolo, l’ultimo segretario della Fgci ha rinunciato alla candidatura. Fuori anche la “vecchia guardia”, da Walter Tocci a Umberto Marroni, da Sesa Amici a Donatella Ferranti, da Raffaele Ranucci a Daniela Valentini. L’ex ds Michele Meta aveva già rinunciato a correre per passare a coordinare il comitato

di Nicola Zingaretti.
Chi della minoranza aveva inizialmente strappato la candidatura, come Marco Miccoli (uninominale al Senato a Tuscolano, collegio tutt’altro che sicuro) nella notte è stato costretto a un passo indietro per fare spazio al socialista Gaetano Pastorelli. “Mi hanno detto che rischiava di saltare l’apparentamento con loro e ho rinunciato – scrive su Facebook – il nostro destino personale viene dopo quello generale”.

es_ES
it_IT
en_US