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13 giu

Il bilancio di Tronca: “Questa città ce la può fare e ce la farà”

Lunedì mattina lascia l’incarico il commissario Francesco Paolo Tronca. E degli otto mesi passati nella stanza con vista sui Fori del Campidoglio ha fatto un bilancio insieme al presidente dell’Anac Raffaele Cantone. Obiettivi raggiunti, misure messe in campo, difficoltà ancora da superare, cose da finire. Insomma tanti gli argomenti affrontati dal supercommissario che lo scorso novembre ha ereditato la pesante situazione capitolina del dopo Marino.

“Penso di lasciare una città in cui sono stati immessi degli elementi positivi tali da consentire la velocizzazione dei processi amministrativi, e un modo di fare amministrazione che ragioni esclusivamente nel rispetto della piena legalità e trasparenza, e che ragioni per obbiettivi e risultati”, ha detto Tronca all’inizio dell’incontro che non è stato solo un modo per tirare le somme ma anche l’occasione per vedere il futuro con più ottimismo perchè ha spiegato: “Non è vero che le cose non si possono fare. Molti hanno atteggiamenti di rassegnazione e un esempio concreto è quello di piazza Venezia: siamo riusciti a trovare nelle pieghe del bilancio i soldi per rifarla completamente evitando quelle montagne russe. Siamo riusciti ad attivare diversi cantieri in contemporanea a piazza Venezia. Auspico che questo modo di lavorare possa continuare. Soldi e tempo ce ne vogliono ma

confido che Roma ce la può fare, anzi ce la deve fare”.

Ma avverte: ” Nella pubblica amministrazione deve funzionare alla perfezione sistema monitoraggio e controllo”. E a proposito di cose che non funzionano è Raffaele Cantone a fare un esempio per tutti: la metro C. “In questo caso – ha detto – è stato messo in campo tutto quello che non si deve fare per gli appalti. Rinviare a una fase successiva la valutazione dei problemi archeologici, in una città come Roma, è come giocare un terno al lotto sapendo di non poter vincere mai. Oggi è assolutamente impossibile che quella situazione si verifichi perchè, con il nuovo codice degli appalti, vengono richieste progettazioni definitive ed esecutive”.

Nell’immediato futuro c’è la gestione commissariale. “Delibereremo l’adeguamento del piano anticorruzione e la riorganizzazione della centrale unica di committenza – ha spiegato Tronca – che anzi sarà una vera e propria attivazione, che verterà su due aree operative: lavori pubblici e razionalizzazione della spesa. Sia il piano che la centrale sono fondamentali in tema di gare e appalti se gestiti bene e con efficacia, due strumenti che ci instradando su un percorso dove però non si può andare disordinati ma si deve andare in modo sinergico, fare squadra e muoversi con criteri omogenei”.

Parla poi di Giubileo Tronca. E dell’organizzazione che tanto aveva impensierito l’ex sindaco Marino. “La città sta rispondendo con assoluta efficienza con l’accoglienza. C’è stata un’organizzazione che ha funzionato perfettamente in una stretta sinergia con le varie istituzioni. A Roma abbiamo agito con lo stesso spirito di Expo fin dal primo momento in cui abbiamo preso la responsabilità di Roma Capitale. Su Expo nessuno avrebbe scommesso che

potesse rivelarsi una grande vetrina e un’opportunità per il Paese e lo stesso doveva essere per il Giubileo, ma a novembre, quando ci siamo insediati, su 31 opere nessuna era stata cantierizzata mentre oggi sono tutte finite tranne 2 su cui abbiamo voluto migliorare i progetti. E altre ne verranno fatte e poco importa se alcune di queste verranno a compimento dopo la fine del Giubileo perché serviranno a dare una veste migliore e più efficiente a Roma Capitale”.

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