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10 feb

Il Campidoglio fa cassa: vacche e pecore all’asta

Il Campidoglio apre la sua fiera agricola e mette all’asta le vacche di sua proprietà. E non solo: perché oltre alle frisone e alle maremmane, nell’elenco stilato dal Comune ci sono anche vitelli, agnelli, pecore e montoni. Fino a oggi hanno pascolato nelle aziende di Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere di proprietà di Palazzo Senatorio. Adesso, però, saranno vendute al miglior offerente «per la riduzione delle perdite economico-finanziarie fino al raggiungimento del pareggio di bilancio» dei suoi appezzamenti. In altre parole, in epoca di spending review, il Comune vuole smettere di acquistare mangimi da aziende esterne. Risparmiando sul bestiame.

L’avviso pubblico del Comune entra nei dettagli della gestione delle due tenute e lancia l’allarme: il numero degli animali, destinati al macello, è in crescita continua. «È necessario — si legge nell’annuncio — mantenere la popolazione del bestiame ad un livello proporzionato alla capacità di produzione foraggera».

Si proceda dunque, «a insindacabile giudizio dell’amministrazione capitolina», ad asta pubblica. La vendita è infatti necessaria «per assicurare l’economicità a entrambe le aziende fino al 31 dicembre 2018» e per «permettere il regolare svolgimento del ciclo produttivo aziendale». In altre parole, per non andare in rosso.

Sarà allora un’asta pubblica, con il sistema delle offerte segrete, a individuare chi si porterà a casa vacche e agnelli capitolini.

L’avviso arriva a pochi giorni da un’altra iniziativa del Campidoglio M5S. Il 25 gennaio, sul sito del Comune, è stato pubblicato un altro annuncio “animalesco”.

Quaglie, tortore, parrocchetti monaci e conigli in quantità: Roma Capitale cerca nuovi padroni per gli esemplari sequestrati.

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