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13 gen

Il commento/ Se pulire Roma dai rifiuti per Amici è una gogna

Aiutare i netturbini e i volontari retake della capitale: sarebbe questa, secondo Maria De Filippi, la peggiore sanzione immaginabile per i partecipanti a Amici. Scelta quale punizione “socialmente utile”, l’idea di ripulire la lurida Urbe dev’essere apparsa come la massima pena concepibile per i candidati al talent (puniti per aver infranto il regolamento della trasmissione ndr). Quando si dice lo stereotipo! Ormai Roma-Pattume-Raggi rappresenta una specie di verità trinitaria. Ma davvero la nostra città è diventata di colpo così sporca? E prima?

Com’era, realmente, prima?

Qualcuno ha ricordato che una volta, invitato in televisione, Aldo Fabrizi, ossia uno fra i più amati attori romani di sempre, intonò una canzone sull’aria di Buongiorno tristezza. Eccone i versi: “Buongiorno

monnezza, / è l’alba e ti ritrovo nella via. / Rasségnati ormai, non c’è nessuno che ti porti via. […] / Vagano a centinaia i gatti intorno a te! [oggi sostituiti dai gabbiani] / Chiedono i forestieri, al vigile: “Scusi che monumento è?” / Ma è tutta monnezza, è un’aria di folclore e di poesia / induce il turista a rimontà sul treno e scappà via”.

Era il 1987. Virginia Raggi aveva nove anni.

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