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22 mag

Ipnosi, realtà virtuale e parassiti: a Roma la scienza si fa al pub

Il Pleistocene e le malattie dimenticate. L’ipnosi e la realtà virtuale immersiva. E poi l’elefantiasi e i funghi, Marte e la benzidamina, le onde gravitazionali e la rivoluzione quantistica. Per qualcuno, per molti forse, non sono che parole. A volte anche un po’ complicate da pronunciare. Ma l’occasione per capirle, seduti al tavolo di un pub e con una birra davanti, esiste. E arriva a Roma, dal 23 al 25 maggio. Si chiama Pint of Science, “una pinta di scienza”. In parole povere, una tre giorni durante la quale giovani ricercatori raccontano le cose di cui si occupano. Al pub. E a un pubblico imprevedibile, improvvisato, sicuramente più rilassato di quello di un convegno scientifico – ma non per forza.

La tre giorni della scienza easy going si svolgerà fino a mercoledì in contemporanea in quattordici città italiane e in undici paesi del mondo, dall’Australia al Brasile. Perché Pint of Science arriva da lontano, per la precisione dall’Inghilterra. Il principio dell’iniziativa, creata nel 2013 da due ricercatori dell’Imperial college di Londra, è semplice: portare la scienza fuori dai laboratori e dalle aule e trasferirla nei pub dove, davanti a una pinta di birra, si può chiacchierare di ere geologiche e biologia, astrofisica e neuroscienze. Con un esperto a portata di mano per chiarire dubbi, spiegare, rendere semplici cose complesse ma senza banalizzarle. E magari anche divertendosi. “Ma ci saranno anche i dati, perché è importante che la gente capisca come si fa la scienza e che i dati hanno un peso”, spiega Marialba Ventricelli, biologa al Cnr, dove studia i cebi dai cornetti, una scimmia sudamericana. Insieme a Francesca De Petrillo, Marialba è l’anima romana dell’iniziativa, che in Italia è alla sua seconda edizione e nel 2016 si svolge in dieci città – da Milano a Palermo – e quattro “satelliti”, centri più piccoli come Rovereto o Lucca.

A Roma gli appuntamenti sono dodici, divisi in quattro pub di San Lorenzo, e ogni giorno ci saranno quattro eventi, due alle 19 e due alle 20.45. Ogni pub sarà dedicato a un’area tematica: la libreria Assaggi ospiterà Pianeta Terra, a Beba Do Samba si parlerà del nostro corpo, a Le Mura si andrà “dagli atomi alle galassie” mentre The Odd Room sarà la casa delle neuroscienze.

I “professori”, per così dire, sono tutti giovani ricercatori. Così come il gruppo di 12 volontari che ha organizzato l’evento. “Pint of Science international propone una rosa di temi”, spiega la ricercatrice, “noi scegliamo i più interessanti e anche quelli su cui sappiamo di avere degli esperti da utilizzare. Cerchiamo di fare buona informazione coinvolgendo ricercatori di qualità. E non serve andare all’estero, perché qui a Roma ci sono moltissime persone che fanno ricerca ad alto livello”.

Così tra i relatori, tutti intorno ai 30 anni, c’è un dottorando in botanica della Sapienza che sta studiando l’analogia tra i comportamenti dei funghi e quelli delle cellule cancerogene, una ricercatrice in fisica di Tor Vergata che fa parte del gruppo Virgo, reso noto in tutto il mondo dalla scoperta delle onde gravitazionali e un farmacologo che ha concluso il dottorato nella Capitale e ora studia in Inghilterra.

“Il lavoro dello speaker non è facile, perché deve essere pronto a trovarsi davanti un pubblico di inesperti, ma anche gente del mestiere che magari può fare domande un po’ più tecniche”, spiega l’organizzatrice, “l’anno scorso hanno partecipato circa 600 persone: c’erano tantissimi giovani, ma anche degli adulti che hanno fatto tutte e tre le serate. Noi ci auguriamo soprattutto un pubblico di non esperti”.

Il programma romano, (che si può consultare sul sito di Pint of Science) spazia da un appuntamento dedicato alle iene – e a smentire la cattiva fama che le accompagna – a una serata dall’esilarante titolo che richiama una vecchia pubblicità: “Benzidamina. La famiglia Boccasana ci ha veramente detto tutto?” in cui si parlerà del principio attivo contenuto in alcuni colluttori e dei suoi effetti meno conosciuti. Ma ci sarà spazio anche per ragionare sull’ipnosi e scoprire che non è roba da manipolatori ma un fenomeno reale, radicato in neurofisiologia e psicologia. Oppure per imparare qualcosa sulla cecità fluviale, l’elefantiasi e le altre malattie

tropicali neglette, che nel mondo colpiscono ogni anno 1,5 miliardi di persone.

“Vorremmo fare in modo che anche chi di mestiere fa l’avvocato o l’attore si prenda un po’ di tempo per cercare di capire cosa fanno questi ricercatori, che sembrano un po’ chiusi nei loro laboratori. Non solo solo nerd”, scherza Marialba, “e anche se fossero solo nerd fanno un gran lavoro che aggiunge un tassello di conoscenza alla nostra società”.

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